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domenica, 28 maggio 2017

Pubblicato: 16/05/2017

"No a corridoi umanitari gestiti da ong"

La commissione Difesa del Senato: "Questo compito spetta agli Stati"

ROMA - "Non può essere consentita la creazione di corridoi umanitari" gestiti autonomamente dalle ong, trattandosi di un compito che spetta agli Stati o agli organismi internazionali. Le ong che fanno soccorsi devono poi essere certificate e la loro presenza in mare deve essere fin dall'inizio coordinata dalla guardia costiera italiana. Queste le principali indicazioni della relazione approvata all'unanimità dalla commissione Difesa del Senato e illustrate dal presidente, Nicola Latorre.

Per non disperdere "preziosi elementi di prova" sarebbe opportuno consentire "l'intervento tempestivo della polizia giudiziaria contestualmente al salvataggio da parte delle ong", indica la relazione approvata all'unanimità dalla commissione Difesa del Senato.

Dalle audizioni dei procuratori siciliani, ha spiegato Latorre, "è emerso che i satellitari vengono buttati in mare se i soccorsi sono fatti dalle navi militari, mentre nel caso di intervento di navi delle ong, i telefonini vengono recuperati per essere riutilizzati in altre traversate. E in alcuni casi - ha aggiunto - quando il soccorso è fatto dalle organizzazioni umanitarie, soggetti libici prelevano il motore del barcone per riusarlo". La relazione auspica anche la trasparenza dei finanziamenti delle ong e chiede che le procure vengano dotate degli strumenti per intercettare e mezzi necessari per fare le indagini.

"C'è stata - ha sottolineato Latorre, che era insieme a Maurizio Gasparri (Fi), Sergio Divina (Lega Nord e Federico Fornaro (Mdp) - una discussione intensa in commissione, che ha prodotto come risultato una relazione unanime, nonostante gli approcci diversi. Ora invieremo il documento al presidente del Consiglio e ai ministri di Difesa, Interno, Esteri, Infrastrutture e Trasporti. L'auspicio è che le nostre linee guida vengano adottate".

La certificazione delle ong che fanno soccorso in mare, secondo Latorre, "è assolutamente indispensabile. Occorre verificare l'adeguatezza delle imbarcazioni e le caratteristiche degli equipaggi che spesso vengono affittati con impegni a termine". Sulla presenza di ufficiali di polizia giudiziaria sulle navi umanitarie, auspicata dal procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, non c'è stata convergenza di posizioni all'interno della commissione.

"Le ong - ha spiegato il senatore - si rifiutano di far salire la polizia sulle loro navi. Senza il loro consenso bisognerebbe garantire la contestuale presenza di piccole unità con polizia giudiziaria a bordo". E' inoltre fondamentale, ha proseguito Latorre, "costituire un Centro di coordinamento marittimo in Libia, mentre Malta e Tunisia non rispondono alle richieste di aiuto che arrivano dalle ong".

Il documento della Commissione evidenzia che non è "in alcun modo tollerabile lasciare perire in mare le persone che lasciano le coste africane nel tentativo di raggiungere l'Europa a prescindere dalla loro condizione legale: al contempo va contrastato ogni incentivo all'immigrazione clandestina e, soprattutto al traffico di esseri umani, con una lotta senza quartiere contro i trafficanti di morte". I senatori chiedono tuttavia una "razionalizzazione della presenza delle ong" facendo in modo che queste rientrino in un "coordinamento permanente curato dalla guardia costiera, ricevendo istruzioni anche su tempi e modalità di svolgimento del servizio, oltre che sull'area nella quale posizionarsi".






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