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mercoledý, 18 ottobre 2017

Pubblicato: 16/05/2017

Il motopesca di Mazara Ŕ libero

Il "Ghibli Primo" era stato fermato da miliziani libici. L'equipaggio Ŕ in navigazione verso l'Italia

ROMA - Il motopesca "Ghibli Primo" fermato due giorni fa dai miliziani libici "può tornare in mare" e "i membri dell'equipaggio dalle loro famiglie. Liberi". Lo annuncia in un tweet il ministro degli esteri Angelino Alfano aggiungendo: "Ancora un ottimo risultato". 

Due giorni fa, intorno alle 9.30 del mattino, il moto pesca "Ghibli Primo", iscritto al compartimento marittimo di Mazara del Vallo, era stato fermato da miliziani libici a circa 25 miglia nord nord-est dalla zona di Bomba, nell'area di Tobruk.

Gli armatori Domenico Asaro e Luciano Giacalone, hanno da subito sostenuto che il loro mezzo stesse navigando in acque internazionali antistanti la Libia. A bordo dell'imbarcazione, di proprietà della società mazarese "Lumifa, si trovavano il comandante Faro Licavoli e altri sei membri dell'equipaggio (tre italiani e tre tunisini).

Il motopesca è in navigazione verso l'Italia, così come riferisce l'assessore regionale siciliano all'Agricoltura e Pesca mediterranea, Antonello Cracolici, che esprime "soddisfazione per l'esito di questa incresciosa vicenda".

"Ringrazio - ha aggiunto - tutte le autorità nazionali e militari, e anche il distretto della pesca diretto da Giovanni Tumbiolo per l'opera di coordinamento che ha messo in campo in queste ore insieme a tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Quando la Sicilia, lo Stato, e tutte le istituzioni fanno sistema siamo pronti risolvere nell'arco di poche ore situazioni di crisi delicate e complesse nel Mediterraneo".




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