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venerdì, 24 novembre 2017

Le intercettazioni: "Io alla famiglia Laudani voglio bene..."


MILANO - ".. a Ianuzzu lo voglio bene di più della mia vita, hai capito? Ma non perché è Ianuzzu, perché è il figlio non vuol dire niente. Lo stimo perché, prima l'ho cresciuto poi perché la mia famiglia la voglio bene...".

Luigi Alecci, tra gli arrestati oggi nell'operazione coordinata dalla Dda di Milano, si riferisce a Sebastiano Laudani, detto 'Iano il Grande', componente della famiglia mafiosa di cui l'imprenditore sarebbe il "referente in Lombardia".

Alecci, nel corso di una conversazione ambientale del 13 aprile 2016 con Giacomo Politi, altro referente della cosca catanese, racconta, come riporta il provvedimento con cui la sezione misure di Prevenzione del Tribunale di Milano commissaria per sei mesi la Lidl, il rapporto che ha con 'Iano il Grande': "decanta il bene che vuole a Iannuzzo - si legge nel decreto - aggiungendo che lo ha 'cresciuto', sottolineando, nel contempo, che lui alla 'famiglia vuole bene'".

I giudici sottolineano anche che Politi, qualche settimana prima, parlando con il suo socio Emanuele Micelotta (anche lui arrestato e ritenuto vicino al clan) indica Alciccui "come l'ultimo della famiglia...fuori", "ovvero non detenuto".




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