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martedì, 30 maggio 2017

Pubblicato: 01/05/2017

"Se riparte il Sud riparte l'Italia"

1° maggio in Sicilia. In diecimila con i leader di Cgil, Cisl e Uil a Portella della Ginestra. Camusso: "Priorità il lavoro per i giovani"

PIANA DEGLI ALBANESI (PALERMO) - I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo hanno aperto le celebrazioni del Primo Maggio con la deposizione di una corona al cimitero di Piana degli Albanesi (Palermo) dove sono sepolte le vittime dell'eccidio di Portella della Ginestra, nei 70 anni dalla strage. Secondo i sindacati i partecipanti sono diecimila.

Anche la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi è arrivata per portare il suo omaggio nei 70 anni della strage. Sul posto Serafino Petta, 86 anni, sopravvissuto all'eccidio. Il sindaco di Piana Vito Scalia accompagna Bindi, mentre alcuni cittadini hanno chiesto alla presidente della commissione la pubblicazione degli ulteriori atti sulla strage.

"Abbiamo chiesto tutto quello che c'era e abbiamo pubblicato tutto quello che abbiamo", ha risposto Bindi. "Noi chiediamo gli atti istruttori della Procura di Palermo sui mandanti che sono archiviati", ha spiegato Francesco Petrotta dell'Associazione Portella.

"Sulla strage ci confronteremo con il comitato e se c'è ancora del lavoro da fare lo faremo e non credo che dopo tutti questi anni qualcuno potrà opporsi", ha detto ancora la Bindi a chi le chiedeva se può fare un appello per l'apertura degli archivi e per trovare la verità mancante sull'eccidio del 1947. "Lavoro giustizia e verità tornano dopo 70 anni - ha dichiarato Bindi -, perché non è ancora stata fatta verità".

"Una verità è stata chiarita: a Portella sparò il bandito Salvatore Giuliano - ha proseguito Bindi -. Chi armò le sue mani fu la mafia e la capacità di creare complicità con i poteri politici ed economici dell'epoca. Oggi la mafia continua a essere contro il riscatto dei lavoratori e contro qualunque forma di emancipazione e continua a inquinare la qualità della vita democratica".

Il corteo dei sindacati è poi partito dalla Casa del Popolo di Piana degli Albanesi (Palermo) in direzione della Casa del Partigiano, sempre nella località siciliana. In testa al corteo la Bindi. Da qui la celebrazione, che avviene in una giornata di pieno sole, si sposterà quindi a Portella della Ginestra sul Memoriale della strage di 70 annni fa, dove i segretari confederali terranno i propri discorsi.

La segretaria nazionale della Cgil, Susanna Camusso, ha invitato a "immaginare delle politiche per rilanciare il lavoro, per dare una risposta alla disoccupazione, in particolare alla disoccupazione giovanile". Camusso invita "a smetterla con politiche che hanno continuato a immaginare che sono le regole che cambiano il mondo del lavoro, invece il grande tema è come si crea il lavoro, come si fa un piano straordinario, come si trovano le risorse, a partire dal fatto che in questa lunga stagione di crisi in pochi si sono arricchiti e molti hanno visto invece impoverire la loro condizione. Serve quindi giustizia fiscale, lotta all'evasione, lotta alla corruzione, tutti temi che sono all'origine alla grande lotta per le terre, che segnano una lunga scia di sangue compresa Portella della Ginestra negli anni '40 in Sicilia".

"L'emergenza prioritaria del Paese è la disoccupazione giovanile, la creazione di lavoro la politica degli investimenti - ha concluso -. Non si può non continuare a non vedere e a non correggere il fatto che investimenti privati e pubblici hanno continuato a diminuire in questi anni. Se non riparte un investimenti pubblico dedicato anche a curare il nostro Paese, raccontare ai giovani se ci sarà per loro una prospettiva di lavoro è falso".

In Italia "il divario tra Nord e Sud del Paese è sempre più evidente", ha denunciato la Camusso. Tale divario, ha spiegato, "è legato a investimenti, a delle scelte di fare del Patto per il Sud la continuazione di una politica di mille rivoli di risorse, invece che un'idea strategica di come collegare concretamente il Sud al resto del paese e come investire per una creazione di lavoro".

"Il fatto che oggi stiamo commentando il ritardo con cui partono i progetti - ha aggiunto Camusso - ci dice della mancanza di un'idea strategica di come collegare il Sud, di come anche una politica di riduzione delle risorse nella pubblica amministrazione nelle competenze tecniche, nell'innovazione, siano ragione dei ritardi e delle distanze anche i fondi strutturali".

Il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo invita a "fare ripartire il mezzogiorno per far ripartire l'Italia". "Bisogna lottare per la legalità, ma nello sviluppo" ha detto a margine del corteo per la festa dei lavoratori. Proprio per il 1 maggio "c'è da impegnarsi - ha detto -. se pensiamo che anche l'altro giorno è morto un giovane di 21 anni sul lavoro e un altro si è suicidato perché non trovava un'occupazione stabile, vuol dire che non abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare".

"Serve ripartire dal Mezzogiorno. 70 anni fa c'è stata la strage a poche settimane dalla Carta Costituzionale che al primo punto riporta 'L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro'. Stanno cercando di affondarla sul lavoro, bisogna reagire - ha detto Barbagallo -. Bisogna fare in modo che le imprese riprendano le proprie attività. Bisogna far ripartire il mezzogiorno per far ripartire l'Italia. Bisogna infrastrutturare, innovare e rendere produttiva una realtà che non può vivere di assistenza e non può avere prospettive sbagliate altrimenti non può sopravvivere. Bisogna lottare per la legalità ma nello sviluppo. Da Portella dobbiamo dare questo segnale: o per i giovani, occupazione".

"Se c'è una cosa che la crisi ha insegnato al Paese è che o tutto il Paese riparte, a partire dal Sud, o non supereremo mai totalmente la crisi", ha confermato la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. "Parlare di Sud è parlare di investimenti importanti, infrastrutturali, sull'occupazione, sulla ricerca, di cultura del lavoro e della legalità", aggiunge.

"L'emergenza che da tanti anni attraversa il nostro paese è il tema del lavoro: come rilanciamo l'economia del Paese, lo sviluppo e la crescita e come creaiamo occupazione - aggiunge Furlan -. Per i tanti disoccupati, in modo particolare i giovani, per i tanti lavoratori e le tante lavoratrici che ogni giorno temono di perderlo, il lavoro".






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