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martedý, 25 luglio 2017

Pubblicato: 29/04/2017

Alfano: "Zuccaro ha ragione al 100%"

Le Ong e il traffico di migranti. Il ministro degli Esteri a Taormina: "Sto con il procuratore di Catania, ha posto una questione vera"

TAORMINA (MESSINA) - "Io do il cento per cento di ragione al procuratore Zuccaro, perché ha posto una questione vera". Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, a Taormina ha risposto così, a margine di una serie di incontri e sopralluoghi in vista del G7, ai cronisti che gli hanno chiesto di commentare le dichiarazioni del procuratore capo di Catania Carmelo Zuccaro sui rapporti tra alcune Ong e i trafficanti.

"Tutti coloro i quali devono sapere sanno che questo rischio c'é - ha aggiunto Alfano -. Sono degli ipocriti e dei sepolcri un po' imbiancati tutti quelli che si indignano a comando. Cioè, se i magistrati dicono delle cose che a loro piacciono, allora i magistrati possono parlare; se dicono cose che a loro non piacciono, i magistrati devono stare zitti".

Per il ministro Alfano "il procuratore Zuccaro non ha generalizzato, non ha sparato genericamente su tutte le ong, ma occorre andare fino in fondo. Spero che non sia solo la Procura di Catania a occuparsi di questa vicenda: noi abbiamo fatto un grande sacrificio nel salvataggio di vite umane. Però bisogna anche capire come fanno alcune Ong, e non tutte, neanche la mia è una generalizzazione, a spendere tutti questi soldi solo con i finanziamenti dei sostenitori. Boh, vediamo. Bisognerà accertarlo e spero che siano alcune, e non una sola, le Procure che lavorano su questo".

"Noi dobbiamo stabilizzare la Libia. Se si stabilizza la Libia avremo un grande vantaggio, avremo un grandissimo e immediato beneficio sui flussi migratori: è quello l'obiettivo della comunità internazionale, anche perche fino adesso noi abbiamo pagato il conto di questo lavoro non completato della comunità internazionale. E adesso è giunto il momento di completare quel lavoro", ha detto ancora Alfano.

"Nel frattempo - ha proseguito Alfano - noi stiamo andando avanti anche in modo bilaterale. Ho sentito Fayez al Sarraj, il presidente libico, proprio tre giorni fa. Abbiamo lavorato promuovendo un incontro a Roma tra Est e Ovest della Libia. Insomma, non è che aspettiamo fermi che gli altri si muovano. Intanto andiamo avanti noi".

"C'è una grande preoccupazione del mondo intero per quanto accade nel Nord della Corea ed occorre fare tutti gli sforzi possibili diplomatici prima di immaginare un conflitto caldo, cioè un conflitto fatto a suon di bombe. Di certo quello è un tema che preoccupa l'intera comunità internazionale", ha concluso il ministro.




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