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martedì, 30 maggio 2017

''Vuoi candidarti? Porta 20 iscritti''
A Catania un nuovo caso M5s

La denuncia dei due autori di un libro sul Movimento: "Abbiamo le chat che provano l'esistenza di un mercato delle tessere"

ROMA - Dopo Palermo un nuovo caso rischia di scoppiare a Catania per il M5s. Lo raccontano Nicola Biondo e Marco Canestrari in un nuovo capitolo del libro inchiesta sul M5s Supernova che pubblica i contenuti di una recentissima chat interna al movimento.

Al centro della discussione c'è un modulo prestampato di iscrizione al M5s (che gli autori hanno potuto fotografare) che prevede una sfilza di dati sensibili. "Viene richiesta, verbalmente ma imperativamente, anche la password della mail privata, dice un parlamentare nella chat che abbiamo potuto leggere", scrivono Canestrari e Biondo.

Quello che emerge è anche un mercato delle tessere: "Vuoi candidarti? Porta venti iscritti…". La vicenda rischia di creare diversi problemi anche penali. Non solo, "chi detiene questo 'pacchetto di dati' può, se vuole, aprire account a nome dei neo-iscritti", è la denuncia. Mentre, avvertono gli autori, sembrerebbe scomparso anche il pc in cui i dati sono stati raccolti.

La denuncia di Supernova sembra molto circostanziata, con nomi e cognomi dei 5 stelle a conoscenza della vicenda, foto e virgolettati della chat interna. "Chi conosce il movimento sa che l'unico modo di iscriversi è passare dal portale Rousseau e che nessun MeetUp può raccogliere iscrizioni e dati di questo tipo", ricordano i due autori di Supernova.

"Due parlamentari catanesi, Giulia Grillo e Nunzia Catalfo, sono state allertate da alcuni attivisti. Postano in chat il documento. Vogliono sapere chi lo ha utilizzato. 'Se non escono i nomi di chi ha fatto girare questi moduli finisce a schifiu…', scrive la Grillo. 'Vi rendete conto che se sta cosa salta fuori a Catania finisce come per Palermo?', è il timore espresso in chat".

"Non si può sbagliare, Palermo docet", avrebbe poi scritto Catalfo che è anche tra i probiviri del Movimento. Non c'è solo il rischio penale derivante dai dati sensibili raccolti senza autorizzazione. Un attivista, sostengono Canestrari e Biondo, "spiega che esiste un tariffario, un mercato delle tessere parallelo per ottenere una candidatura. 'Adescano la gente ai banchetti o in sede. E poi gli presentano questo modulo per iscriversi al movimento. E per candidarsi devono portarne 20 per il consiglio comunale e 50 per il sindaco'". In chat interviene anche Mario Giarrusso: "Chiede chi ha parlato di questa storia, come è venuta fuori". Anche Biondo e Canestrari però pongono la loro domanda: "In altri Meet Up italiani è successo qualcosa di simile? E chi è l'utilizzatore finale di questi dati e queste identità?".




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