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martedì, 23 maggio 2017

Il sondaggio segreto che riapre i giochi

Luca Ciliberti / 
Secondo i numeri in mano a Berlusconi, il M5s raggiungerebbe il 32,8% dei voti alle politiche in Sicilia, Forza Italia il 23,6%, al Pd il 21%. Il centrodestra unito sarebbe primo alle nazionali. Il grafico

Eccoli i numeri che in queste settimane circolano per i corridoi dei palazzi della politica. Un sondaggio e un’analisi che fanno sorridere Silvio Berlusconi, che mettono ansia al Partito Democratico alla vigilia del congresso e che ridimensionano l’euforia di Grillo e del M5s, almeno in Sicilia.

Solo intenzioni di voto, s’intende, ma bastano per ragionare sulle strategie. I dati assolutamente “non diffondibili” tracciano un quadro delle tendenze del voto politico nazionale nelle singole regioni italiane.

In Sicilia il risultato, che prende in considerazione i primi tre mesi dell’anno vedrebbe il Pd al 21%, il M5s al 32,8, Forza Italia al 23,6%, la Lega Nord – Noi con Salvini al 2%, Fratelli d’Italia al 5,5%, Sinistra Italiana al 3,9%, Alternativa Popolare con i Centristi al 6,7% e infine un generico altri al 4,5%.

A conti fatti, il centrosinistra con Pd, Si e Ap arriverebbe al 31.6%, il centrodestra al 31,1% e il M5s resterebbe primo con il 32,8, ma con un margine assottigliato rispetto all’ultimo sondaggio pubblico sulle intenzioni di voto dei siciliani alle politiche diffuso da Demopolis e per il quale il Movimento 5 Stelle conquisterebbe il 37% dei consensi, il Partito Democratico il 20%, Forza Italia il 17%, Alternativa Popolare con i Centristi l’8,5%, Fratelli d’Italia il 6%. Sotto il 4% le altre liste.

Una iniezione di fiducia nelle due coalizioni che, se confermata, ribalterebbe la fotografia di una vittoria a mani basse del Movimento 5 Stelle in Sicilia, considerando che nella competizione elettorale dell’Isola, poi, i grillini con una sola lista dovranno fare i conti con il sistema proporzionale.

C’è ancora un altro dato che giustifica la vitalità e l’entusiasmo con i quali Gianfranco Micciché, il coordinatore regionale di Forza Italia, sta affrontando questa nuova campagna elettorale.



Secondo un’analisi condotta proprio dal gruppo parlamentare azzurro a Roma, la media dei sondaggi prodotti per i principali partiti politici dal dopo-referendum a oggi evidenzia che in Italia il Pd si attesta intorno a una media del 28%, il M5S intorno al 28,5/29%, mentre il centrodestra unito si conferma stabilmente al di sopra del 30%. Alla luce di tutto ciò sembra quasi scontato che le regionali siciliane, se consumate prima del voto nazionale, influenzerebbero inevitabilmente anche il risultato delle politiche.

Secondo la stessa analisi, infatti, si stima che la coalizione vincitrice in Sicilia varrebbe addirittura 500 mila voti di scarto nel risultato finale delle politiche per l’effetto trascinamento. Per capire quando sia importante la sfida per il Cavaliere, basterebbe ricordare che nel 2013 Bersani vinse alla Camera per quasi 126 mila di scarto su Berlusconi.

Twitter: @LucaCiliberti







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