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venerdì, 18 agosto 2017

Girlando rinviato a giudizio
"Spiegherò il fallimento di Simei"

Catania. L'ex assessore al Bilancio, accusato di tentata concussione, rinuncia al rito abbreviato. Processo al via il 6 dicembre, il Comune sarà responsabile civile

CATANIA - Il Gup di Catania Simona Ragazzi ha rinviato a giudizio l'ex assessore al Bilancio del Comune del capoluogo, Giuseppe Girlando, per tentata concussione aggravata. La prima udienza del processo è stata fissata per il 6 dicembre davanti alla terza sezione penale del Tribunale.

Nel procedimento sono presenti come parti civili Gianluca Chirieleson, dalla cui denuncia è partita l'inchiesta, Maria Cristina Ferranti, in qualità di socia al 41% della Simei, e anche la società con il suo curatore fallimentare Gaetano Cocuzza. Il Gup ha disposto anche la presenza del Comune come responsabile civile, rigettando la richiesta avanzata dall'avvocatura comunale di escluderlo.

L'inchiesta, coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro e dal sostituto Fabio Regolo, è stata avviata dopo la denuncia di Chirieleson, rappresentante della Simei che aveva in corso una transazione con il Comune per circa 4 milioni di euro e che, secondo l'accusa, avrebbe subito la minaccia di "promettere la propria indebita intercessione nei confronti" di un consigliere dell'opposizione per "non fargli ostacolare l'approvazione da parte del Consiglio comunale della delibera di Giunta su 'Sostare'", avanzata dall'allora assessore Girlando.

L'evento non si sarebbe verificato per "la resistenza della persona offesa" che avrebbe subito "un danno patrimoniale di rilevante gravità consistito nell'ammontare della transazione non stipulata", pari a quasi 4 milioni di euro. 

"La richiesta di giudizio nei miei confronti è priva dei necessari elementi probatori - ha dichiarato Girlando -. Soltanto nel giudizio ordinario sarà finalmente mia facoltà produrre i documenti originali attestanti il ruolo di Enel, che in contrasto alla posizione di Simei, si è opposta alla proposta di transazione formulata dal Comune di Catania, nonché porre piena luce sulle vere ragioni del fallimento di Simei, determinate dalla precisa volontà dei lavoratori, che hanno presentato formale istanza, dalla insipienza dei vertici della società che hanno trascurato tale evento e dalla inadeguatezza del professionista incaricato all’attestazione della proposta di concordato".

"Per tali ragioni sono stato costretto a rinunziare al rito abbreviato che non avrebbe consentito di dare piena prova di quanto detto - ha concluso Girlando -. Mi auguro che il giudizio ordinario si svolga con celerità in modo che si possa finalmente ristabilire e riaffermare la verità dei fatti".




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