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sabato, 21 ottobre 2017

Nuti si sospende dal M5s
"Ora stop a strumentalizzazioni"

Firme false a Palermo, il deputato siciliano si tira fuori: "Dimostrer˛ la mia innocenza e la fedeltÓ al movimento"

ROMA - "Mi autosospendo dal gruppo parlamentare 5 stelle fino al termine della mia sospensione dal Movimento. Basta alle tante mistificazioni volte a farmi fuori e a colpire il Movimento. Adesso non c’è più nulla da strumentalizzare". Il deputato nazionale Riccardo Nuti, coinvolto nello scandalo delle firme false a Palermo, comunica la sua scelta.

"Così i colleghi portavoce del gruppo M5s non avranno l’imbarazzo di doversi esprimere nei miei confronti in inutili riunioni, distanti dall’obiettivo: la rivoluzione culturale del Paese. Ho compreso il giochino politico di partiti e avversari, per cui non voglio alimentarlo in alcun modo. Credo nel progetto che portiamo avanti da 10 anni. Dunque ho deciso di togliere il giocattolo a quanti vogliono distruggere un sogno collettivo e speciale. Confermo la mia fiducia nella giustizia e mantengo il rispetto che ai magistrati ho sempre portato fin dall'inizio. Proverò la mia innocenza e la costante fedeltà ai princìpi del Movimento. Inoltre continuerò a dimezzarmi lo stipendio, come nei 4 anni del mio mandato. Destinerò le eccedenze al fondo per il microcredito, fiero d’aver ad oggi restituito 123 mila 840 euro. Proseguirò, guardando al territorio, la mia attività parlamentare senza risparmiarmi. Denuncerò ancora conflitti di interessi, malaffare e mafie, come ho fatto in questi anni con gli atti. A testa alta".

Giulia Di Vita, l'altra deputata siciliana rinviata a giudizio per le firme false, pubblica il suo messaggio su Facebook: "Non provo alcuna ira e non cerco rivalsa. Nelle sedi giudiziarie dimostrerò quanto ho sempre detto. In caso di condanna in 1° in grado seguiranno prontamente le mie dimissioni secondo i principi del M5s che ho sempre rispettato, perché ci credo fermamente. Nel frattempo ho accettato la sospensione che mi è stata comminata e infatti non utilizzo il simbolo e non parlo a nome del M5s". 

Di Vita prosegue: "Per scrupolo vorrei ribadire, come detto ieri, che da parte mia non c'è mai stato un attacco nei confronti della magistratura a cui mi affido totalmente per provare la mia estraneità ai fatti di cui vengo accusata e a cui ho consegnato già le relative prove. Non ho mai nemmeno criticato il candidato sindaco di Palermo del M5s e nemmeno sapevo che nel 2014 i colleghi della commissione Antimafia avessero sollevato un potenziale caso di conflitto di interessi in seno alla onlus antiracket Addiopizzo di cui l'attuale candidato sindaco era presidente. L'ho appreso dai giornali soltanto questa estate". Per Nuti, Di Vita e Claudia Mannino il leader del M5s Beppe Grillo aveva chiesto nuove sanzioni e la sospensione dal gruppo alla Camera.




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