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sabato, 22 luglio 2017

Grillo contro i deputati siciliani
"Sanzioni per Nuti, Mannino e Di Vita"

Firme false a Palermo. Il leader del M5s chiede nuovi provvedimenti al collegio dei probiviri. I 3 si difendono: "Innocenti"

ROMA - Il leader del M5s Beppe Grillo ha chiesto al collegio dei probiviri "di valutare nuove sanzioni oltre a quelle già applicate" nei confronti dei deputati siciliani Nuti, Mannino e Di Vita "in seguito alle loro dichiarazioni riportate dai giornali, in cui viene attaccato l'aspirante sindaco del Movimento 5 stelle a Palermo e in cui vengono fatte considerazioni sulla magistratura che non coincidono con i nostri principi". Ad annunciarlo è lo stesso Grillo sul suo profilo Facebook.

I tre sono tra i 14 destinatari della richiesta di rinvio a giudizio depositata dai magistrati della Procura di Palermo che indagano sull’inchiesta delle firme false depositate nel 2012 nel capoluogo siciliano. Nuti, Mannino e Di Vita proprio oggi hanno chiesto l'espulsione dal M5s dei deputati regionali siciliani Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, "in quanto hanno confessato d'aver partecipato alla vicenda delle firme false per le ultime comunali di Palermo. Che abbiano assunto il ruolo di accusatori non elimina le responsabilità penali che i due hanno ammesso, apparendo all'opinione pubblica come paladini e dunque estranei". 

Nuti, Di Vita e Mannino aggiungono: "È un'ovvietà, loro sono colpevoli per ammissione, noi ci proclamiamo innocenti, convinti di provare la nostra totale estraneità ai fatti e anche il nostro agire secondo i princìpi del movimento. Finora l'attenzione si è concentrata soltanto sulla nostra difesa, sul presupposto, sospinto a modo, che sottoporci a interrogatorio e saggio grafico dopo aver conosciuto le accuse rivolteci fosse indice di colpevolezza e quindi di tradimento dell'etica 5 stelle. Abbiamo agito nel nostro diritto e col dovere di tutelarci, collaborando con la magistratura cui abbiamo fornito elementi concreti che smontano le accuse di La Rocca e Ciaccio, i quali autosospendendosi hanno evitato provvedimenti disciplinari del Movimento".

"La nostra sospensione - proseguono Nuti, Di Vita e Mannino- è stata invece deliberata dai probiviri, i quali ci hanno contestato una scelta difensiva che poi ci ha permesso di smontare le accuse di La Rocca e Ciaccio sulla presenza, nel primo pomeriggio, di Di Vita alla riunione del misfatto. Di Vita ha infatti provato con documenti la sua assenza pomeridiana a quella riunione, contraddicendo la versione fornita ai magistrati dagli accusatori. Si badi, la nostra sospensione non è derivata dal procedimento penale in corso né ha riguardato, come invece si è sostenuto in malafede, il nostro ruolo di parlamentari".

"Infine - concludono - la perizia calligrafica ordinata dalla Procura è chiarissima per La Rocca, riconoscendo la corrispondenza delle lettere di un'intera parola. Nel caso di Nuti essa esclude qualsiasi compatibilità e nel caso di Di Vita e Mannino non perviene ad alcuna certezza di compatibilità".






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