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domenica, 30 aprile 2017

Il ministro e gli studenti di Librino

Orlando alla Pestalozzi di Catania: "Nessuna periferia è persa per sempre, ma qui sono stati commessi errori". Botta e risposta con i ragazzi

CATANIA - Ha parlato di legalità e di periferie, di fuga dei giovani dall'Italia e di carceri. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando è arrivato questa mattina nella scuola catanese Pestalozzi di Librino per partecipare a un incontro su giustizia e legalità, davanti agli alunni delle terze medie e del biennio dell'istituto alberghiero, attivato da un paio di anni nel plesso di viale Nitta. Con lui anche il sindaco e il prefetto di Catania.

Il ministro ha puntato l'attenzione sulle periferie d'Italia, Librino come tanti altri quartieri: “Non esistono luoghi perduti per sempre, perché tutti possono essere occasione di riscatto e per farlo la politica deve accendere i riflettori su queste realtà - ha detto Orlando -. Librino in questo senso ci offre una riflessione sugli errori che sono stati commessi in passato”.

Per Orlando "le periferie cadono nel degrado quando sono spente, il riscatto esiste laddove c'è la possibilità di avere luoghi di condivisione, di scambio, quando si creano comunità e la scuola è una comunità fondamentale: aprire una scuola, aprire un liceo a Librino è un modo per cambiare la realtà”.

L'esponente del Pd quindi ha risposto alle domande dei ragazzi. A Erika, preoccupata dalla fuga dei cervelli che svuota il nostro Paese di giovani, Orlando ha risposto con una proposta: “Invertire la rotta con investimenti pubblici, costruendo una Iri della conoscenza che trasferisca know how a chi vuole fare impresa nei luoghi più difficili”.

E anche a Salvo e ad Andrea, che chiedevano “come facciamo a vivere nella legalità in un quartiere come questo?”, il ministro della Giustizia ha risposto con un'idea: “I parametri abitanti/servizi che si usano nella distribuzione delle risorse non possono essere gli unici a valere. In realtà periferiche come queste, e in particolare nel Sud, occorrono più servizi per i cittadini: più scuole rispetto ad altrove, più centri di aggregazione, più assistenti sociali, più maestri, più risorse in generale per le realtà degradate, perché qui gli abitanti hanno più bisogno”.

Sollecitato da Giorgia - studentessa che ha citato Beccaria - Orlando ha parlato di carceri, riduzione del sovraffollamento, funzione rieducativa delle pene e “del sistema carcerario minorile italiano, che è tra le migliori eccellenze europee con tassi di recidiva molto bassi”.

Infine, prima della partenza per Siracusa, Orlando ha visitato i laboratori dell'istituto alberghiero del plesso della Pestalozzi, gustando i tantissimi dolci preparati per lui dai giovani studenti: “La risposta migliore a ciò che di brutto vi circonda la state dando voi, studiando e specializzandovi”.




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