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lunedý, 23 ottobre 2017

Padre e figlio sfondano la sbarra
entrano in caserma: "Abbiamo bombe"

Ravenna: entrati in cortile i due palermitani sono stati bloccati dai carabinieri e non hanno dato spiegazioni. Nelle borse fatte saltare in aria dagli artificieri c'erano solo vestiti

RAVENNA - Sfondata con la loro auto la sbarra d'ingresso del comando provinciale dei carabinieri di Ravenna sono entrati nel cortile e hanno iniziato a correre verso la struttura, con due borse in mano, minacciando di avere una bomba. Protagonisti della vicenda, avvenuta ieri pomeriggio nella città romagnola, un padre e un figlio di 76 e 47 anni, originari di Palermo e residenti a Pordenone, entrambi arrestati.

I fatti risalgono alle 14.30 di ieri quando l'auto dei due, una Seicento, si è infilata nel cortile del comando fermandosi a pochi metri dalla scalinata d'ingresso: qui il più giovane ha iniziato a gridare "Ho una bomba".

Bloccati dai militari, padre e figlio sono stati interrogati: i due non hanno fornito motivazioni per il loro gesto finendo in arresto per introduzione clandestina in luoghi militari, danneggiamento aggravato, resistenza a pubblico ufficiale, procurato allarme e interruzione di pubblico servizio.

Fino a pochi minuti dopo le 16.30 - durante l'intervento degli artificieri del nucleo antisabotaggio arrivati da Bologna - infatti, l'area circostante il comando provinciale dell'Arma è stata chiusa per sicurezza, così come la caserma.

Nei due borsoni sospetti, fatti saltare in aria, c'erano solo abiti e altri oggetti personali. Sul posto sono intervenuti anche un mezzo dei vigili del fuoco e un'ambulanza. Padre e figlio hanno trascorso la notte in carcere in attesa della convalida degli arresti e di essere sentiti da un magistrato.




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