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mercoledì, 22 novembre 2017

Bianco alla Regione, La Via a Catania Strategia Firrarello per isolare Crocetta

Luca Ciliberti / 
L'ex senatore, oggi padre nobile di Alternativa Popolare, al "Faccia a Faccia Politico" su Antenna Sicilia: "Serve una manovra intelligente". Si punta allo scioglimento dell'Ars in estate

Vi do due nomi, anzi tre: il professore Lagalla, il professore La Via e non escludo che, con delle manovre intelligenti che possono essere fatte da qui alla scadenza della legislatura, anche Bianco può rientrare tra i possibili candidati alla presidenza della Regione”.

Tre nomi buoni su tutte le ruote che, a giro, con i dovuti incastri e con la giusta diplomazia che la strategia politica impone, potrebbero scompaginare l’asse del centrosinistra da Palazzo d’Orleans a Palazzo degli Elefanti. Lo stratega è ancora una volta lui, Pino Firrarello, il contadino-senatore, il re Mida del pistacchio, il democristiano allo stesso tempo berlusconiano e renziano.

Firrarello è stato ospite del “Faccia a faccia Politico”, la consueta striscia di approfondimento politico domenicale, condotta da Luca Ciliberti con i disegni e la satira del vignettista de La Sicilia Totò Calì e, in questa occasione, con la partecipazione dei giornalisti Giuseppe Bianca (La Sicilia), Gerardo Marrone (Giornale di Sicilia), Antonio Condorelli (LiveSicilia) e Andrea Tuttoilmondo (AskaNews).

L’ex senatore di Forza Italia, oggi padre nobile di Alternativa Popolare, il movimento di Angelino Alfano nato dallo scioglimento di Ncd (“non mi è mai piaciuto questo nome”) e pronto ad allearsi con i Centristi di D'Alia, ha svelato il suo piano per isolare Crocetta (“spero che alla fine di questa esperienza fallimentare di governo vada a riflettere su un eremo per capire i suoi errori”) e per fare del polo di centrosinistra l’unica alternativa al M5s in Sicilia.

Secondo Firrarello, infatti, la “manovra intelligente” da applicare in estate sarebbe lo scioglimento anticipato dell’Ars, una sfiducia in aula a Crocetta (“i numeri ci sono ampiamente”) che permetterebbe a Bianco, secondo la legge, di dimettersi dalla carica di sindaco fino a dieci giorni prima della convocazione dei comizi per correre alla poltrona di governatore della Sicilia.

In quest’ottica, sempre secondo l’ex sindaco di Bronte, Bianco “con le sue capacità politiche e la sua fitta rete di relazioni istituzionali sarebbe un buon candidato” perché metterebbe insieme il popolo dei centristi di Angelino Alfano e Gianpiero D’Alia con il Pd di Matteo Renzi e Andrea Orlando, emarginando la mozione Michele Emiliano, sostenuta apertamente da Crocetta e dal “potente senatore” Beppe Lumia.

L’ex rettore Roberto Lagalla, che in questi mesi ha lanciato la sua candidatura autonoma (come fece Crocetta nel 2012 su suggerimento di D’Alia) farebbe il gregario con un posto al sole in giunta. La manovra darebbe il via libera definitivo a Catania per la candidatura alla poltrona di sindaco dell’eurodeputato Giovanni La Via.

Nell’intervista, Firrarello difende a spada tratta il genero Giuseppe Castiglione, sottosegretario del governo Renzi e Gentiloni e indagato nell’inchiesta Mafia Capitale per la gestione del Cara di Mineo. “Ho sentito tante cretinate, dette a turno da tutti coloro che a vario titolo si sono occupati del Cara di Mineo, se c’è una persona che andrebbe premiata per la gestione del centro non è altri che Giuseppe Castiglione, i suoi atti possono essere rappresentati in qualsiasi processo e troverà il massimo dell’assoluzione. Il vantaggio elettorale? I voti di Ncd nel Calatino sono al di sotto della media regionale e di tante altre aree della Sicilia, sfido chiunque a dimostrare il contrario”. 

Twitter: @LucaCiliberti




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