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sabato, 27 maggio 2017

Compagni di squadra con la faccia nera
"No al razzismo contro Amara"

Quattordicenne del Mali adottato da una famiglia palermitana viene insultato durante una partita, i Giovanissimi della Fincantieri reagiscono così

PALERMO - Sono scesi in campo con il volto colorato di nero i Giovanissimi regionali della Fincantieri, nel match disputato ieri contro il Città di Carini. Un gesto di solidarietà nei confronti del compagno di squadra Amara Touré, quattordicenne originario del Mali ma ormai palermitano d'adozione, vittima la scorsa settimana di cori razzisti durante la partita col Dattilo.

Il comportamento dei sostenitori della compagine trapanese è stato punito dalla federazione con un'ammenda di 300 euro a carico della società. Più della sanzione però fa notizia il "no" al razzismo manifestato dai ragazzi della Fincantieri con un'iniziativa tanto simbolica quanto concreta, accompagnata da uno slogan che vale mille parole: "Siamo tutti Amara".

Touré ieri non è sceso in campo perché proprio durante la gara col Dattilo è stato espulso. Un fallo di frustrazione, dopo l'ennesimo insulto (proveniente dal campo, oltre che dagli spalti), gli è costato una squalifica di due giornate.

"In settimana - racconta l'allenatore Davide Santalucia - non si è voluto allenare. Già in passato è stato oggetto di insulti razzisti, quest'ultimo episodio ha turbato la sua tranquillità".

A fargli tornare un piccolo sorriso sulle labbra i compagni della Fincantieri e gli avversari del Carini. Una doppia dose di affetto per un giovane che, a dispetto dell'età, ne ha già passate tante. Arrivato da solo in Sicilia dopo aver attraversato il Mediterraneo, Amara ha trovato l'amore di una famiglia affidataria. E, anche grazie al calcio, è riuscito a integrarsi.




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