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sabato, 25 marzo 2017

Pubblicato: 20/03/2017

"Deep web sempre più pericoloso"

Report Meter 2016. Don di Noto: "In aumento le violenze sui neonati. Non chiamateli malati, ma lucidi criminali"

AVOLA (SIRACUSA) - Nel 2016 il mondo della pedofilia e pedopornografia ha continuato a prosperare. Le violenze sono diventate più raffinate e i metodi di smercio del materiale (video e foto) "a tempo" grazie alle infinite (e pericolose) possibilità del deep web, la faccia oscura della Rete.

Milioni di immagini (quasi 2, per la precisione 1.946.898 contro il milione e poco più del 2015) e tonnellate di gigabyte hanno continuato a rappresentare il dolore e le urla dei bambini da pochi giorni fino a 12 anni violentati e venduti un’infinità di volte da parte di abusatori che si mostrano ormai a viso scoperto, per nulla timorosi di essere perseguiti dalla legge.

È drammatico il quadro tracciato dal Report 2016 dell’associazione Meter Onlus di don Fortunato Di Noto (www.associazionemeter.org), presentato questa mattina nella sede nazionale di Avola dell’associazione da don Di Noto e dal direttivo Meter. "Siamo d’accordo che la pedofilia sia un crimine? - ha commentato Don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente Meter -. La pedofilia non è una malattia, ma un crimine. E’ importante non confondere la pedofilia (come malattia psichiatrica) e la capacità di intendere e di volere: nel 99,9% dei casi, infatti, le condotte pedofile sono condotte lucide e quindi perseguibili penalmente e il report lo conferma".

LA VERGOGNA, IN SINTESI. Nel 2016 la pedofilia non si è fermata. Le Url (indirizzi web) monitorate e segnalate sono 9.379, in lieve calo rispetto ai 9.872 del 2015. I riferimenti italiani nel deep web sono invece aumentati: 95 contro 70. La flessione delle segnalazioni non implica la vittoria contro la pedofilia, ma il suo inabissamento. I pedofili hanno lasciato i social network (155 segnalazioni tra Twitter, Facebook, Youtube e così via contro i 3.414 dell’anno precedente), ma hanno scelto forme più sofisticate di immersione. Identificate 1.946.898 foto, in aumento rispetto alle 1.180.909 del 2015. I video rilevati sono esplosi, triplicandosi: erano 76.200 nel 2015, ora sono 203.047.

SEGNALAZIONI, OCEANIA IN TESTA. I pedofili si sono sempre più inabissati grazie al Deep Web, la faccia nascosta della Rete. Si è registrata l’esplosione di Tonga (4.156 segnalazioni), seguita da Russia (635) e Nuova Zelanda (312): questo è il podio della vergogna. Facendo un podio dei continenti, la testa è dell’Oceania (4.613), seguita da Europa (868) e Africa (259).

LE VITTIME SONO SEMPRE PIU’ PICCOLE. I bambini sono sempre più piccoli. Le vittime tra 0 e 3 anni sono in vertiginoso aumento e le violenze sono complete e totali. Sono un’altissima percentuale i neonati: esiste un portale solo con neonati e che ha anche una chatroom con dialoghi in italiano.

LA PEDOFILIA A TEMPO. La grande novità 2016 è che i pedofili hanno imparato a lasciare meno tracce rispetto al passato. Grazie a servizi come, ad esempio, Dropfile che consente lo scambio temporaneo di file. Ci si dà un appuntamento virtuale su una chat e si rende il materiale disponibile per un tempo limitato (al massimo 24 ore). Poi si cancella, senza lasciare tracce. In questo modo la "finestra" dentro la quale le autorità possono intervenire, si restringe.

GLI SCHIAVI DELL’ABUSO A VITA. I bambini ritratti sono schiavi di un abuso passato e di un abuso presente. Molto spesso troviamo materiale cosiddetto ripetuto, prodotto anni fa e che continua a essere smerciato; ma cè anche materiale di nuova e recente produzione. In entrambi i casi le immagini e i video diffusi, divulgati e scaricati costituiscono reato. Si deduce pertanto, come già più volte denunciato da Meter, che esistono vere e proprie organizzazioni a delinquere che lucrano sulla pelle dei bambini, violentati durante la loro crescita.

GIU’ I SOCIAL, SALE IL CLOUD. Le segnalazioni nel 2015 erano 3.414, oggi solo 30. Salgono i riferimenti cloud, in particolare iCloud, il servizio offerto dalla Apple. Le segnalazioni totali sono 314 contro le 80 del Report 2015.

IL PERICOLO DEL DEEP WEB. Il sistema prevalentemente usato nel "web profondo" è The Onion Router (Tor), una rete di comunicazione basata sull’autonomia dei suoi membri, i quali sono protetti dalla crittografia. È quindi difficile ottenere l’indirizzo IP che identifica ognuno di loro. E non è un caso, quindi, che "onion" voglia dire in italiano "cipolla". Il simbolo della cipolla indica gli strati di segretezza che ricoprono gli utenti. Nato per garantire maggiore sicurezza, Tor oggi è usato maggiormente per attività illegali come appunto la pedofilia.

IL CENTRO D’ASCOLTO. L'associazione Meter non fa solo monitoraggio, ma anche e soprattutto servizio per i piccoli e i deboli. Quest’anno il Centro d’ascolto ha seguito 91 casi e fornito 1.157 consulenze telefoniche. Dal settembre 2016 Meter ha aggiunto un nuovo servizio: è il Centro Polifunzionale per l’Infanzia, l’Adolescenza e l’Autismo. Meter ha inoltre svolto la sua opera di sensibilizzazione nelle scuole italiane e ha attivato una collaborazione con l’Arma dei Carabinieri.




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