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lunedì, 29 maggio 2017

Pubblicato: 18/03/2017

Fontanarossa, soppressi 11 voli

Cenere dell'Etna: disagi per l'aeroporto di Catania, 23 dirottamenti tra Comiso e Palermo. Limitazioni fino alle 6 di mattina. Continua l'attività stromboliana, il fronte lavico avanza nella Valle del Bove
fontanarossa

CATANIA - Un nuvolone nero altissimo, ripreso anche dai satelliti della Nasa, ha dominato la giornata catanese estendendosi fino al mare. E' cominciata la pioggia di materiale piroclastico: più grossolano nella zona sommitale, più sottile e quasi impalpabile a valle. Così l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania ha emesso un Vona Red, un allarme rosso, che prevede la chiusura degli spazi aerei.

La zona attorno al vulcano è diventata 'no fly': 11 voli sono stati cancellati e 23 dirottati, 15 a Comiso e 8 a Palermo (dei 12 aerei in arrivo 8 su Comiso e 4 su Palermo; degli 11 in partenza 7 su Comiso e 4 su Palermo). Disagi notevoli per passeggeri, compagnie aeree, ma anche per la Sac, che gestisce lo scalo.

LIMITAZIONI FINO ALLE 6 DI MATTINA. All'improvviso il forte vento ha spostato la nube di cenere lavica verso sud-est, aprendo un ampio varco sulla Piana di Catania, e alle 11.30 l'aeroporto è tornato operativo, anche se con una limitazione: 5 atterraggi possibili in un'ora, rispetto ai 10-20 in condizioni normali. Nessuna restrizione, invece, per i decolli. Una riapertura che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a diverse centinaia di passeggeri in attesa, anche se, inevitabilmente, i disagi non sono mancati.

Le limitazioni saranno valide fino alle 6 di domattina. La Sac precisa che i passeggeri per avere informazioni sul proprio volo devono contattare la compagnia aerea di riferimento. Mentre l'orario, ed eventuali variazioni, sono consultabili in tempo reale sul sito www.aeroporto.catania.it, sull'app CTAairport, su Telegram (@aeroportocatania_bot) e sui profili Facebook e Twitter dello scalo.









IL FRONTE LAVICO SI SPOSTA. L'aumento dell'attività esplosiva 'stromboliana' si rileva anche dalla maggiore ampiezza, registrata dall'Ingv di Catania, del tremore dei canali magmatici interni dell'Etna. Anche la colata lavica si sposta: il fronte più avanzato si è mosso, anche se non di molto, restando, tra l'altro, confinato nella parete della desertica Valle del Bove.








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