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mercoledì, 26 aprile 2017

Due nuove esplosioni, la colata a 1.800 metri

Un calo di energia nella notte, poi il ritorno all'attività. Registrate altre due esplosioni freatiche. Dimessi dagli ospedali 5 turisti stranieri: "Ma che paura". Riaperto l'aeroporto di Comiso
giubbotto

CATANIA - Nuove esplosioni hanno scosso oggi l'Etna ancora attivo, mentre il fronte lavico avanza. Fenomeni, il cui meccanismo di innesco dell'esplosione potrebbe essere simile a quello accaduto ieri in zona Belvedere a circa 2700 metri di quota.

Una prima esplosione si è verificata alle 00.57 locali e una seconda alle ore 9:15. Entrambe sono avvenute nella zona in cui la colata lavica sta tracimando l'interno della Valle del Bove.

Sostanzialmente però "lo scenario è rimasto inalterato con un'attività eruttiva di tipo stromboliano" spiega Eugenio Privitera, direttore dell'osservatorio Etneo dell'istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv).

La colata lavica intanto avanza, "ha percorso tutta la parete occidentale della Valle del Bove e ora si trova ai piedi della scarpata, a quota 1800 metri", spiega ancora il vulcanologo.

"Ma non c'è alcun rischio per i turisti - assicura Privitera - l'incidente accaduto ieri è il sesto caso che registriamo in 18 anni".

"Tutta l'eruzione avviene in una zona assolutamente desertica - aggiunge - e comunque ci sono ordinanze sindacali che regolano il flusso turistico.

La zona dove sono avvenute le esplosioni diieri e' interdetta alle escursioni". "Ci si può avvicinare masolo al seguito di guide vulcanologiche", conclude. 

Quest'ultima la notte scorsa era cessata, ma è ripresa nuovamente e, in via precauzionale, era stato emesso un Vona Red, un codice rosso, per gli spazi aerei.

Nel pomeriggio il traffico aereo sulla Sicilia orientale è tornato regolare. Ha riaperto lo scalo di Comiso, temporaneamente chiuso stamani a causa della nube di cenere dell'Etna spinta dal vento verso sud, e torna a pieno regime il flusso degli aerei in arrivo sullo scalo di Catania Fontanarossa che da ieri pomeriggio aveva subito la limitazione di cinque atterraggi l'ora. Nessun limite era posto ai decolli.

Intanto sono stati dimessi dall'ospedale di Acireale i due turisti inglesi, un uomo e una donna, che erano tra i feriti ieri. Lui aveva un leggero trauma cranico e lei contusioni alla mano e alla colonna vertebrale. Sono rientrati in albergo, ringraziando medici e infermieri per l'assistenza ricevuta.

L'esperienza vissuta non cambia il loro parere sulla Sicilia: "Una terra meravigliosa, con gente calorosa e disponibile", hanno detto. La donna era accompagnata da un cugino, rimasto illeso nell'esplosione, che ha ricostruito la paura vissuta sull'Etna: "Ero con altri turisti già sul pullman - ha raccontato ai medici - quando all'improvviso abbiamo sentito un violento boato. Ci siamo preoccupati per quelli che ancora non erano sul mezzo di trasporto". Sono "rimasti senza parole davanti alla pioggia di lapilli" che colpiva anche il loro pullman. "E - ha confessato il turista inglese - abbiamo avuto una grande paura e temuto il peggio per i nostri compagni di viaggio che erano fuori e per noi stessi".

Altri quattro feriti hanno lasciato l'ospedale Cannizzaro. Una coppia tedesca che era sotto choc che è stata dimessa nella tarda serata di ieri. Hanno invece firmato le dimissioni volontarie una donna, anche lei tedesca, che ha riportato una frattura al gomito, e un giovane di Zafferana Etnea, che è una delle guide dell'Etna, che ha riportato un trauma cranico. La turista, con il braccio protetto da un tutore, ha preferito continuare il suo viaggio e il giovane tornare a casa.







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