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giovedì, 27 aprile 2017

Dalla Svezia per un intervento all'Ismett

Una bimba di 8 anni sottoposta a una delicata operazione di bypass al fegato. Adesso sta bene ed è già tornata nel suo Paese

PALERMO - Una bimba di 8 anni è arrivata lo scorso 13 febbraio all'Ismett di Palermo dalla Svezia, dove vive insieme alla sua famiglia, per essere sottoposta a un delicato intervento di chirurgia addominale per eliminare un cavernoma portale, una patologia che comporta una ostruzione di un tratto della vena porta e non permette il fluire del sangue dall'intestino al fegato, causando una ipertensione nel sistema portale che si complica frequentemente di emorragia digestiva.

La piccola paziente è stata sottoposta a un intervento di bypass con la tecnica MesoRex dal prof. Jean de Ville de Goyet, responsabile della chirurgia addominale pediatrica e dei trapianti addominali pediatrici dell'Istituto. Il bypass Meso-Rex è una tecnica molto particolare utilizzata in pochissimi centri e inventata nel 1992 proprio dal professore de Ville. È l'unica procedura che permette una vera cura fisiologica del problema del cavernoma portale, dice l'Ismett. L'intervento è un vero e proprio intervento di bypass al fegato che prevede l'unione di due vene e che normalmente avviene utilizzando la vena giugulare.

Le caratteristiche anatomiche della bambina, spiega l'Istituto, non permettevano di utilizzare la vena giugulare ed è per questo che è stata utilizzata il residuo della vena ombelicale in una maniera innovativa, mai eseguita in precedenza, combinando la vena ombelicale ricanalizzata con una vena addominale per creare un bypass di calibro idoneo.

"L'utilizzo di questa nuova tecnica - sottolinea de Ville de Goyet - apre nuove prospettive e soluzioni per tanti altri bambini. La vena ombelicale, quella stessa che permette al feto di crescere nell'utero per 9 mesi, può in questi casi essere rimessa 'in servizio' e rendere una vita normale a bambini più grandi".

La bambina adesso sta bene. Le sue condizioni cliniche sono ottime ed è già tornata nella sua casa a pochi km da Stoccolma. "Desideravamo ringraziare - sottolineano i genitori della bambina - tutto il personale medico, infermieristico e di supporto clinico per la gentilezza, la disponibilità e la professionalità che abbiamo riscontrato presso l'Istituto e che ci hanno accompagnato lungo tutto questo difficile percorso".




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