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giovedì, 23 marzo 2017

Pubblicato: 14/03/2017

La vecchiaia si ferma con l'arancino

Al raduno dei cuochi siciliani a Taormina la proposta salutista dello chef Caliri

PALERMO - Fermeremo la vecchiaia con un arancino, una delle passioni gastronomiche del commissario Montalbano? Ci possiamo tentare secondo uno dei più bravi chef siciliani, Pasquale Caliri del "Marina del Nettuno Yachting Club" di Messina, che ha presentato la sua ultima novità ad un pubblico di medici e cuochi riunitosi a Taormina a Villa Diodoro per il trentaquattresimo congresso regionale dei cuochi siciliani.

Ecco quindi saltare dalla padella l'arancino anti-aging un concentrato di vitamine antiossidanti e nutrienti. "Perché se il buono è bello, come dice Gualtiero Marchesi, deve fare anche bene", spiega Caliri che proprio da Marchesi si è formato.

Non più riso bianco, ragout di carne e frittura come nel tradizionale arancino siciliano ma riso nero e rosso fermentato, semi di sesamo e di zucca, un ragout di verdure depurative e una panatura di pistacchio prima di essere cotto al forno. Ai partecipanti è stato offerto un assaggio dell'arancino (al maschile come si dice nel Messinese) mentre la nutrizionista Lidia Lo Prinzi ne ha spiegato il valore sotto il profilo nutrizionale.

"Ci sono forme di alimentazione - ha detto Caliri che è giornalista professionista - come quella vegetariana o vegana che al di là del valore etico non vanno congedate superficialmente ma considerate anche alla luce delle risorse disponibili sul pianeta. Queste risorse si stanno esaurendo sia a causa di politiche scellerate sia per questioni di disponibilità di fabbisogni da soddisfare".




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