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mercoledý, 26 aprile 2017

Botte e persecuzioni alle donne
a Catania storie di ordinaria violenza

Pestaggi, ricoveri e paura di denunciare: scoperti dalla Procura quattro casi simili. Una delle vittime colpita con un pugno in faccia durante la festa di Sant'Agata

CATANIA - Quattro casi di violenza domestica a Catania. Nel pomeriggio dell’8 marzo la Procura ha delegato alla polizia l’esecuzione della misura coercitiva dell’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie nei confronti di un pregiudicato di 54 anni, P. R., ritenuto responsabile di maltrattamenti. 

La donna era stata ricoverata in un ospedale con diverse contusioni. Ha raccontato di essere stata malmenata dal marito, come altre volte, ma ha detto di non volerlo denunciare. In passato lo aveva querelato ma successivamente aveva ritirato le querele. 

Sono scattate le indagini ed è stato effettivamente appurato che per ben tre volte - nel 2011, nel 2013 e nel 2015 - aveva fatto ricorso alle cure ospedaliere, per traumi e contusioni di vario genere, e che in un’occasione aveva riferito al personale sanitario di essere accidentalmente caduta per strada.

Anche testimoni hanno confermato lo stato di terrore in cui la donna viveva ormai da diversi anni, vittima non solo delle aggressioni fisiche dell’uomo, ma anche di gravi forme di violenza psicologica derivanti da gravi umiliazioni e offese. Non solo: negli anni il marito si era reso responsabile anche di episodi di violenza nei confronti dei figli che in alcuni casi intervenivano in difesa della madre.

UN PUGNO DURANTE LA FESTA DI SANT'AGATA. Un altro pregiudicato, il trentenne T. M. I. S., è finito agli arresti domiciliari per atti persecutori e lesioni gravissime nei confronti della ex compagna. Pure in questo caso è stato decisivo il ricovero in ospedale della donna.  

Benché già destinatario di ammonimento questorile per atti persecutori, non accettando la fine della relazione con la compagna, il giovane aveva continuato a perseguitarla con sms, mail e appostamenti presso il luogo di lavoro, provocandole un continuo stato d’ansia.

Tra i tanti episodi il più eclatante è stato l’aggressione nella notte tra il 5 e il 6 febbraio scorsi, quando in occasione dei festeggiamenti agatini in una piazza del centro di Catania il trentenne ha colpito la donna con un pugno al volto causandole la frattura del primo e del secondo incisivo superiore destro.

SEQUESTRATA IN CASA. A Gravina è stato arrestato dai carabinieri un 39enne che negli ultimi 8 anni ha sottoposto la propria convivente a continue vessazioni fisiche e morali, ingiuriandola e spesso malmenandola, costringendola anche a non uscire dal proprio appartamento.

IL BADANTE MOLESTO. Infine è stato arrestato il quarantaseienne R. V. dopo la denuncia presentata da una professionista della provincia catanese, che ha raccontato di aver subito continui atti persecutori da parte di un mauriziano. L'uomo aveva lavorato come badante per l’anziano padre della donna, poi deceduto, in una casa dell’hinterland etneo, e aveva quindi iniziato, approssimativamente dal 2014, a tenere comportamenti persecutori, con costanti telefonate e messaggi, anche dopo che la vittima ha cambiato utenza telefonica. Inoltre il mauriziano si faceva trovare nei luoghi frequentati dalla donna o presso il suo studio nel centro cittadino, dove non esitava a citofonare.

La polizia si è appostata proprio lì e lo ha bloccato. L'extracomunitario peraltro non era in regola con il permesso di soggiorno in Italia, dunque sono state avviate le pratiche per l’espulsione.




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