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martedì, 28 marzo 2017

Pratiche smistate nello studio privato
arrestato ex dirigente comunale

In manette a Vittoria l'ingegnere Giuseppe Chiofalo: le richieste di concessione edilizia venivano dirottate a un collega catanese

VITTORIA (RAGUSA) - La Polizia di Stato ha arrestato un ingegnere, Giuseppe Chiofalo, di 54 anni, ex dirigente dell'Ufficio Urbanistica del Comune di Vittoria, per abuso d'ufficio e concussione. Nei suoi confronti la Squadra mobile della Questura di Ragusa ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Procura del capoluogo ibleo.

Nell'ambito dell'inchiesta sono stata sequestrate nel Comune di Vittoria diverse pratiche che erano state curate dall'ingegnere indagato prima di essere allontanato dall'Ente. Il professionista era stato rimosso dall'incarico fiduciario dall'attuale giunta comunale. La Squadra mobile ha effettuato perquisizioni e interrogato professionisti vicini all'arrestato.

Secondo l'accusa Chiofalo "induceva i richiedenti concessioni edilizie a rivolgersi a un ingegnere del suo studio di Catania, intascando laute somme di denaro". Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e ambientali.

Agli atti dell'inchiesta il caso di una donna che sarebbe stata 'convinta' da Chiofalo a cambiare ingegnere per presentare un'istanza al Comune di Vittoria affidandosi al suo studio di Catania. La pratica, ha ricostruito la Procura di Ragusa, eseguita da una giovane praticante, sarebbe stata poi protocollata al Comune di Vittoria proprio da Chiofalo che, secondo l'accusa, incassò quasi tutta la parcella del lavoro eseguito dalla giovane collega del suo studio.

All'indagato è contestato anche l'abuso d'ufficio per avere fatto arrivare, tramite operai del Comune, a un suo amico professionista, dopo la telefonata di quest'ultimo, un'autobotte d'acqua senza rispettare la lista di priorità.

E' indagato anche per falsa attestazione, utilizzo di stemmi identificativi di un corpo di Polizia, millantato credito e usurpazione di titoli per avere usato lampeggianti e una paletta di servizio delle forze dell'ordine con la sua auto, senza averne titolo, e spacciandosi per segretario particolare di un parlamentare, col quale aveva avuto rapporti, ma che erano interrotti da anni.

Chiofalo era stato licenziato a metà luglio dall'amministrazione comunale appena insediata. "Sotto la mia amministrazione - dice il sindaco Giovanni Moscato - è rimasto in servizio neanche un mese. Non ha superato il periodo di prova così il suo contratto d'incarico di dirigente a tempo determinato è stato rescisso perché in nemmeno 30 giorni gli sono state notificate 21 contestazioni d'addebito di cui alcune sono finite nel capo d'imputazione che hanno portato al suo arresto".






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