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martedì, 28 marzo 2017

Pubblicato: 08/03/2017

Fiumefreddo-Ars: è guerra

Bagarre in commissione Bilancio, l'amministratore di Riscossione Sicilia viene buttato fuori: "In questo palazzo c'è una parte della politica che tutela i criminali"

PALERMO - "Anche in questo Palazzo c'è una parte della politica infiltrata, non siamo in Svezia. E i nomi e cognomi li faccio alla magistratura, non in altre sedi". E' uno dei passaggi dell'audizione in commissione Bilancio dell'Ars dell'amministratore unico di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo.

Parole con le quali Fiumefreddo ha replicato al presidente della commissione, Vincenzo Vinciullo (Ncd), che lo aveva interrotto invitandolo a non fare accuse generiche "perché quando si dicono certe cose bisogna fare nomi e cognomi".

Per Fiumefreddo "c'è una parte della politica, trasversale, che tutela interessi criminali e che ha fatto dell'esattoria una leva criminale". L'audizione prosegue in un clima di forte tensione e di botta e risposta tra i commissari e l'amministratore di Riscossione, società pubblica che riscuote i tributi evasi nell'Isola.

"Lei è venuto qui per provocare... e non glielo consento a casa mia", urla Vinciullo rivolgendosi a Fiumefreddo. "Questa non è casa sua, è pure casa mia; perché m'interrompe presidente, non vuol sentire i nomi dei politici infiltrati che voglio fare?", grida Fiumefreddo. "Sospendo la commissione... portatelo via", replica Vinciullo, rinviando la seduta al pomeriggio.

A scatenare la bagarre le parole pronunciate dal deputato regionale Totò Lentini: "A luglio, Fiumefreddo dovrà recarsi in tribunale per una imputazione coatta". "Io non ho tasse da pagare - ha detto Lentini - e sei lei continua con questi toni, noi soldi non gliene diamo", riferendosi ai fondi che servono a coprire il buco di Riscossione Sicilia. Immediata la reazione di Fiumefreddo: "Queste parole hanno un profilo estorsivo, chiedo che questo verbale venga trasmesso alla Procura".

"Mi hanno buttato fuori dalla commissione Bilancio dell'Ars con la forza, sono stato preso fisicamente da alcuni assistenti che si sono persino frapposti tra me e Vinciullo che inveiva e che voleva arrivare alle mani", ha raccontato Fiumefreddo ricostruendo gli ultimi momenti della sua audizione in commissione sospesa in un clima infuocato.

"Sono rimasto per alcuni minuti nel corridoio - aggiunge Fiumefreddo - ma a un centro punto Vinciullo è uscito dalla commissione dicendo che non potevo stare lì e me ne dovevo andare via. A quel punto ho preso l'ascensore e ho lasciato il palazzo".

Diversa la versione di Vinciullo: "Fiumefreddo ha preteso di entrare in commissione con quattro persone, a quanto pare una di queste è indagata. Io mi sono opposto, ma lui s'è fatto autorizzare dalla Presidenza dell'Ars e ho dovuto subire la decisione altrimenti se ne sarebbe andato diceva. L'ho fatto parlare per un'ora senza interromperlo, quando il deputato Lentini ha parlato dei problemi di Fiumefreddo con la giustizia ho allontanato l'onorevole perché aveva riferito fatti personali. Avevo condotto la seduta con serenità ma Fiumefreddo con la sua violenza verbale cercava di sovrapporre la sua voce alla mia e ho dovuto leggergli il regolamento".

"Gli ho spiegato che se voleva parlare di interessi di politici doveva farlo in altra sede perché la commissione Bilancio aveva solo l'interesse di capire le ragioni di un ulteriore finanziamento per 130 milioni in tre anni alla società. L'ho fatto con modi pacati - dice Vinciullo - Fiumefreddo però ha cominciato a citare fatti penalmente rilevanti che riguardano un componente della commissione peraltro assente, allora valeva anche per lui lo stesso ragionamento che ho applicato nei confronti del deputato Lentini quando l'ho allontanato. Quindi ho invitato Fiumefreddo a uscire, ci siamo alzati tutti. Lui ha cominciato a gridare 'vergogna... vergogna', dicendo che io avevo paura. Siccome mi impediva di proseguire le altre audizioni sono stato costretto a fare intervenire gli assistenti parlamentari su disposizione del deputato questore Franco Rinaldi, come da regolamento. Fiumefreddo ha continuato a urlare rimanendo nell'anticamera della commissione, quindi ho richiesto l'intervento degli assistenti".

Vinciullo aggiunge: "Mi urlava 'vattene a lavorare, non sai come vivere'. Gli ho detto che ho tre lauree e che ho vinto sette concorsi, e non vivo di incarichi come lui che li ha con l'Irsap e con il comune di Melilli". Vinciullo annuncia che sul sito dell'Ars sarà visibile lo streaming della seduta con l'audizione di Fiumefreddo.




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