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sabato, 27 maggio 2017

Pubblicato: 07/03/2017

"Catania vede la luce" - di L. Cil.


CATANIA - Il sindaco si presenta in Consiglio comunale alle 19.48, orario in cui il presidente Francesca Raciti apre la seduta straordinaria nella quale Enzo Bianco, obbligato da 26 consiglieri a rispettare la legge, relaziona sulla sua attività amministrative dal 2013 a oggi. In aula a Palazzo degli Elefanti c'è la folla delle grandi occasioni, perché da tutte le parti le critiche mosse spesso alla giunta e al primo cittadino riguardano proprio il mancato confronto con la città e con i consiglieri comunali eletti dai cittadini. Tra il pubblico i rappresentanti del M5s e di Catania bene Comune, di Città Insieme e di altre associazioni di cittadini, spesso critiche nei confronti dell'operato di Bianco.

C'è la giunta al gran completo, nonostante si sa già che si tirerà fino a tardi. Dopo un intervento di Bianco di 40 minuti, i 26 consiglieri avranno 15 minuti a testa per le repliche e infine lo stesso sindaco, potrà rispondere per tutto il tempo che ritiene necessario.

Bianco è visibilmente tirato, sente l'evento che lui stesso ha preparato accuratamente nei giorni precedenti all'incontro. Le regole del confronto sono chiare, i capigruppo e le parti politiche che li rappresentano, convocate singolarmente, hanno accettato un ingaggio "costruttivo" che possa fare chiarezza e, allo stesso tempo, possa gettare le basi e le premesse per un nuovo e possibilmente più civile confronto istituzionale, fatto di critiche ma certamente anche di risposte e non di omissis.

Il sindaco, aveva già inviato ai gruppi consiliari una relazione intitolata "Catania +10" (22 pagine concluse con le memorie di Adriano sulla città sognata) nel quale, punto per punto, illustrava ogni passo della sua giunta. Ed è proprio Bianco a prendere per primo la parola.

"Nel giugno 2013 i catanesi mi hanno eletto sindaco della città consegnandomi una sfida assai entusiasmante ma anche difficile. Ho voluto intendere il mio ruolo non solo come il capo dell’Amministrazione comunale ma come primo cittadino, come leader di una comunità. Sono andato spesso oltre le competenze dell’ente, svolgendo un’azione di stimolo e coordinamento delle tante realtà istituzionali, produttive, civiche che rivestono un ruolo importante sul nostro territorio. Un gioco di squadra indispensabile, che ho sostenuto - utilizzando la rete di conoscenze, l’esperienza e il prestigio personale - per risolvere problemi e varare progetti non solo di competenza del Comune".

"In questi tre anni e mezzo, insieme alla mia squadra, abbiamo voluto prima di tutto che Catania ricostruisse una reputazione andata perduta, testimoniata non solo dalle tante visite di personalità e istituzioni - su tutte quelle di Giorgio Napolitano, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni -, nè dal fatto che la città è tornata nel circuito decisionale del nostro Paese. Basterebbe infatti, semplicemente, fare un giro per Catania e notare quanti turisti affollano le nostre strade e i nostri ristoranti, o leggere i dati del sentiment positivo sulla città espressi social network e raccolti da numerose agenzie indipendenti, o ancora registrare l'aumento evidente delle navi da crociera già a partire dal 2015".

"Eppure la fotografia di quello che abbiamo trovato nel giugno 2013 e che pian piano è venuto fuori (e ahimè verrà ancora fuori) è impietosa e va brevemente illustrata. Una macchina amministrativa non efficiente, con un'età media troppo avanzata che pesa soprattutto sul Corpo dei Vigili urbani, con molti dipendenti demotivati, alcuni volutamente indolenti, altri posti in ruoli sbagliati, un numero di dirigenti assolutamente insufficiente (a Bologna, con un numero analogo di dipendenti complessivi ci sono quattro volte i nostri dirigenti) e complessivamente una sensazione di disorganizzazione consolidata negli ultimi 10-15 anni. Per fortuna con molti casi di professionalità che noi stiamo valorizzando nella speranza che il loro esempio venga seguito dai colleghi".

"Abbiamo ereditato un Comune in pre-dissesto finanziario, con un piano di rientro voluto dalla scorsa Amministrazione che in larga parte abbiamo confermato, tranne in alcune evidenti storture, ma che rappresenta una seria limitazione allo sviluppo del Comune. La situazione finanziaria che abbiamo trovato è molto pesante, ma abbiamo avviato un'operazione per recuperare i soldi fondi disponibili superando lo stallo: il contenimento della spesa con la diminuzione dei fitti passivi – che da 7 milioni l’anno giungeranno entro il 2018 a 500mila -, l'adesione al DL 35 che ha permesso al Comune di saldare debiti per 197 milioni di euro, in gran parte con imprese locali (e dunque nuovamente immessi sul mercato catanese), la volontà di puntare sui fondi europei con il Pon Città metropolitane e con un impegno forte, da troppo tempo non perseguito, per il reperimenti dei tanti canali di finanziamento dell'Ue".

"Il tutto si sintetizza con un numero: un miliardo e 203 milioni di euro. Sono risorse complessive che l’amministrazione comunale è riuscita a recuperare per la città grazie al Patto per Catania con 740 milioni, al Patto per la Sicilia 280 milioni, Pon Metro 90 milioni, Po Fesr 42 milioni, Banda ultralarga dell’Enel 30 milioni, Bando su periferie urbane 18 milioni, Bando su impianti sportivi 3,7 milioni".

"Queste risorse permetteranno, oltre la realizzazione di fondamentali opere pubbliche, anche il recupero di posti di lavoro, almeno cinquemila per quattro anni. Abbiamo trovato una città con un grave deficit di ordinaria amministrazione nel settore delle manutenzioni, mai programmate e sempre emergenziali, dal settore stradale, al verde pubblico, dagli impianti sportivi e agli edifici pubblici e scolastici".

"A questo si aggiunge un contratto per la raccolta e pulizia stradale che abbiamo ereditato, inadeguati agli standard di pulizia e raccolta differenziati. La città continua a non essere sufficientemente pulita, salvo alcune zone. Altro elemento, forse il più pesante, l'assenza di regole e l’eccesso di tolleranza verso violazioni e comportamenti anche gravi, a prescindere dalla categoria sociale e dal luogo, per la strada, a piedi o in auto, negli uffici, nella cura e pulizia della città. Piccole e grandi illegalità che colpiscono i cittadini onesti e deturpano la città: sporcare per strada, buttare la spazzatura a qualsiasi ora, parcheggiare in doppia e tripla fila (salvo poi scandalizzarsi se lo fa la persona accanto), montare una bancarella abusiva dove e quando possibile senza alcuna autorizzazione, senza buon gusto, senza alcun senso civico. Comportamenti che danno la cifra della città abbiamo trovato: sporca, demotivata, in affanno e passiva. Catania è una giungla e la dobbiamo far diventare un giardino".

"A questi problemi sotto gli occhi di tutti vanno poi aggiunti quelli celati e pericolosi che siamo riusciti per fortuna a scongiurare. Due grandi e inaccettabili speculazioni erano pronte a deturpare la città: il piano di via Del Rotolo-Lungomare e l’ennesimo parcheggio interrato con annesso centro commerciale in piazzale Sanzio. L’Amministrazione è intervenuta immediatamente e ha bloccato questi due progetti".

"La città ha invertito un declino pericoloso e oggi vede un po' di “lustru”, via via sempre di più, anche grazie alle tante iniziative avviate. E, come detto all’inizio, alla capacità di fare squadra a tutti i livelli: con la Prefettura, le forze dell'Ordine, la Magistratura per combattere le illegalità; con gli altri enti locali per far nascere e progredire il Distretto del Sud-Est Sicilia; con gli altri Sindaci per lo sviluppo del Cunes, il coordinamento delle città siciliane in cui si trova un sito Unesco, e della Città metropolitana, ancora purtroppo bloccata dalla Regione. Ma abbiamo lavorato anche con associazioni e società civile per il Lungomare liberato, per il decoro urbano, per favorire il mondo del volontariato. E abbiamo dato grande attenzione ai quartieri con un rapporto proficuo con i presidenti di Municipalità, come conferma il successo dell'istituzione della scuola superiore a Librino".

"La volontà di rimettere in moto l'economia è dimostrata dal regolamento edilizio, fermo dal 1934, dalla variante del centro storico, da Pua e Corso Martiri, depurati da alcune derive cementificatrici e con la garanzia di trasparenza prima che ogni singolo progetto venga approvato. In questi anni abbiamo avuto la capacità di trasformare la Cultura in uno straordinario motore di sviluppo e le presenze turistiche in città e a Castello Ursino per la mostra in particolare di Picasso lo dimostrano. Abbiamo dimostrato attenzione ai più deboli e al sociale, con il salvataggio degli asili nido, oggi addirittura con le rette abbassate".

"C'è inoltre da essere orgogliosi di come la città abbia mostrato la sua faccia migliore al mondo durante gli sbarchi dei migranti: competenza, professionalità, impegno dei volontari, umanità, tutte qualità che hanno avuto un riconoscimento anche internazionale con l’assegnazione della sede Frontex a Catania. Questa città sta tornando ad essere una comunità, come dimostrano decine di migliaia di cittadini, famiglie, donne, uomini, bambini e anziani, si riappropriano del lungomare liberato in una domenica ogni mese di festa e di gioia. E quando apriremo definitivamente il Porto alla città questo sentimento aumenterà sempre più".

"Ci sono straordinari progetti che cambieranno il volto di Catania. Abbiamo sbloccato i cantieri della Metropolitana fermi da anni con un cronoprogramma preciso: a dicembre del 2016 abbiamo aperto la tratta fino a piazza Stesicoro e ad aprile 2017 apriranno altre quattro stazioni che collegheranno Nesima con il centro storico. Nel 2017 la tratta si allargherà da una parte fino a piazza Palestro e dall'altra fino a Monte Po".

"Infine nel 2022 arriverà fino a Misterbianco e all'Aeroporto, e Catania sarà la città in Europa con il migliore rapporto tra numero di abitanti ed estensione della Metropolitana. La nostra città potrà finalmente avere una rete fognaria completa. Oggi scarichiamo l'80% a mare o nel terreno e per questo siamo andati incontro a un’infrazione delle regole europee. La nostra Amministrazione ha recuperato a tempo di record il progetto per il depuratore e la rete, siamo l'unico comune in Sicilia non commissariato da Roma e ci prepariamo a utilizzare un finanziamento già stanziato di 213 milioni per arrivare poi a un totale di 500, con i quali potremo realizzare un'opera fondamentale, sia per il lavoro che ne consegue che per la qualità della vita".

"Un grande progetto integrato per le infrastrutture ha ricevuto i complimenti del ministro Delrio, al quale abbiamo presentato, ricevendo rassicurazioni su finanziamenti e realizzazione, le iniziative che si svilupperanno tra Aeroporto (seconda pista e stazione ferroviaria), Porto (nuova darsena, riqualificazione diga foranea e adeguamento antisismico di tutte le strutture), Nodo ferroviario (interramento raddoppio con il salvataggio del centro storico e linea veloce Giarre-Acireale- Catania) e Interporto".

"Guardare con ottimismo al futuro è sempre stato nel mio modo di essere. Oggi - con le grandi potenzialità e i grandi progetti che abbiamo pronti e con il superamento di questi anni duri e pieni di problemi – essere ottimisti diventa un dovere. Catania si rialza se il Consiglio comunale, come molte volte accaduto, funge da stimolo e opera in modo propositivo: é capitato per esempio per il riconoscimento di centinaia di debiti fuori bilancio per il quale voglio ringraziare tutto il Senato cittadino. Se, dunque, tutti remiamo dalla parte della città, pur con le differenze giuste e doverose tra la maggioranza che mi sostiene con impegno e prendendosi responsabilità importanti e l’opposizione che fa il suo dovere in modo costruttivo, Catania si rialza".

"Io ci credo, ed é una speranza racchiusa in questa relazione che ho voluto presentare alla Presidente e ai Consiglieri comunali un testo che racconta le tante cose fatte finora secondo il principio dei grandi progetti di Catania +10 presentati in campagna elettorale, i cui titoli dicono molto su come vogliamo la città: Catania città protagonista, città del lavoro e dello sviluppo, città sicura, città accogliente, città solidale, città giovane, città dinamica, cittá civile e della legalità, città vivibile, città trasparente, partecipata ed efficiente, città metropolitana, "Comune amico" e città dei quartieri. A questo si aggiunge l’elenco delle cose che abbiamo realizzato in tre libri, diviso per anno, e che abbiamo già distribuito".

"I 16 mesi che concluderanno questo mandato saranno importanti per tutto ciò che è in cantiere e che completeremo. Ma soprattutto saranno fondamentali per delineare compiutamente un’idea di città che desideriamo. Una città moderna, europea, vulcanica, accogliente e vivibile. Che va avanti con il contributo di tutti, dalle Istituzioni, all’Amministrazione, dal Consiglio comunale ai singoli cittadini. Non abbiamo voluto fare qualche aggiustamento della città, ma l’abbiamo voluta e vogliamo cambiarla radicalmente".




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