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domenica, 23 aprile 2017

La visita: "Il Sud deve superare il gap"


CATANIA - Visita lampo del premier al Comune di Catania, ad accoglierlo il sindaco Enzo Bianco. A conclusione dell'incontro il premier si trasferirà nella zona industriale del capoluogo etneo, a Passo Martino, per una visita al sito di Enel Green Power.

"Siamo una grande comunità, orgogliosa del nostro passato, ma che guarda con speranza al nostro futuro", ha detto il sindaco Bianco accogliendo Gentiloni. "Come città metropolitana Catania è la settima in Italia - ha sottolineato Bianco - ma viviamo il paradosso di avere ingenti investimenti per infrastrutture da realizzare, ma non abbiamo i fondi per l'ordinaria amministrazione".

"Abbiamo un problema sicurezza - ha aggiunto il sindaco - legata alla crisi, che abbiamo pagato a caro prezzo. Ma anche per una mafia sfrontata e arrogante. Ma c'è stata una squadra, lo Stato, che con passione ed entusiasmo ha riportato risultati eccezionali".

L'AMORE PER L'ITALIA DAVANTI A TUTTO. "L'Italia è un paese ricco di opportunità e straordinariamente ricco di potenzialità. Noi dobbiamo mettere l'amore e la dedizione per il nostro Paese davanti a tutto", ha esordito il presidente del Consiglio.

IL SUD SUPERI IL GAP. "Utilizzare i fondi per il Mezzogiorno è uno dei problemi cruciali del Paese. Se diamo risposte al divario non facciamo una cosa utile e importante per il Sud ma recuperiamo una delle potenzialità per la crescita del nostro Paese", ha continuato Gentiloni. "Abbiamo bisogno di riprendere direttamente in mano la questione dello sviluppo del Mezzogiorno - ha annunciato - e tra un mese lo faremo con un grande incontro a Matera".

LE CICATRICI DELLA CRISI. Poi un accenno alla crisi che ha colpito l'Italia: "Non dobbiamo dimenticarci da dove veniamo: da 7-8 anni di crisi continuativi, durissimi sul piano sociale che soltanto ultimamente grazie a sacrifici degli italiani, alle imprese che esportano, al senso del dovere dei nostri lavoratori e all'impegno dei governi guidato da Renzi e da chi l'ha preceduto, ci siamo rimessi gradualmente in carreggiata. Ma le cicatrici di questi anni sono lì".

"Oggi siamo in piccola parte fuori, ma come sempre i dati macroeconomici, l'inversione delle grandi cifre aggregate fanno fatica ad avere effetti immediati sul territorio. Chi lavora nelle istituzioni ha il dovere di rappresentare le cose per come sono", ha proseguito Gentiloni.

"Veniamo da una crisi terribile - ha ribadito il premier - abbiamo invertito la tendenza nei grandi dati aggregati dell'economia, ma abbiamo ancora molto da fare perché questa inversione di tendenza abbia effetti nella vita del Paese. Ciò sarà possibile solo se proseguiremo su questa strada. Se continuiamo su questa strada possiamo raggiungere quei risultati. Bisogna prendersi cura dei danni sociali".

NO ALLO SCARICABARILE. "C'è il tema dell'assunzione di responsabilità a tutti i livelli: oggi non possiamo permetterci irresponsabilità ad alcun livello - ha tuonato Gentiloni -. La responsabilità è un onere, un rischio. Ma chi si dedica a una missione di servizio pubblica non può non avere responsabilità. Il governo deve essere vigile e attento che ci sia una catena di comando coesa e non un continuo e insopportabile gioco dello scaricabarile".

VI SEMBRERO' UN MARZIANO, MA VEDO LE DIFFICOLTA'. "Abbiamo una maggioranza solida, abbiamo una serie di riforme decise dal governo di cui già facevo parte da completare. Abbiamo nuove iniziative di cambiamento avviate in queste settimane. Con un catalogo lungo. Ma la mia non è una scelta, fa parte del mio dovere trasmettere a tutti i nostri concittadini l'idea che il governo si concentra sulla sua attività e sul tentativo di dare una soluzione ai problemi. E' di questo che abbiamo bisogno". E ancora: "Serve avere e trasmettere un'idea di stabilità degli impegni di governo locale e nazionale. Mi rendo conto che in questi giorni io possa apparire e fare la parte del marziano, uno che non si rende conto. Ma vi assicuro che mi rendo conto della difficoltà. Ma noi abbiamo una responsabilità verso il Parlamento e i nostri cittadini". 

STIAMO RIPRENDENDO VELOCITA'. "L'Italia non può essere un Paese in cui tira solo l'industria, ma un Paese che riprende velocità, serietà negli investimenti pubblici, nella maggior parte dei casi non è neanche un problema di risorse. Ed è la cosa più drammatica per chi governa il Paese. Che a decisioni anche rilevanti sul terreno delle risorse, non sempre siamo in grado di far corrispondere perseveranza, testardaggine necessaria per far procedere gli investimenti con il ritmo che meritano", ha proseguito il premier. "Senza è molto difficile col sistema che abbiamo - ha aggiunto - è difficile andare avanti. Questa impresa che per certi versi è difficile, è un'impresa che possiamo sviluppare. Perché ne abbiamo le potenzialità".




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