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giovedý, 24 agosto 2017

Uno smartphone per fare diagnosi di melanoma

Nuccio Sciacca / 
Basta una foto per fare partire la fase precoce della prevenzione

Si stima che entro 5-6 anni oltre 6 miliardi di persone nel mondo possiederanno uno smartphone e il suo impiego per l’assistenza sanitaria estenderebbe la portata dei medici al di fuori dei reparti e degli ambulatori. Il metodo computerizzato proposto viene chiamato "algoritmo di apprendimento profondo".

Essenzialmente, esso si compone di diversi strati piuttosto semplici nelle loro capacità di processazione, ma che insieme combinano una quantità massiva di dati e risultano realmente efficaci in alcune funzioni. Esso è stato sperimentato su più di 130.000 immagini, raffrontandolo con la performance di 21 dermatologi, e l’efficacia dei due metodi di diagnosi è stata giudicata alla pari.

La diagnosi di un tumore cutaneo in genere inizia con un esame visivo della lesione, seguito da analisi dermoscopica, e poi da una biopsia se il medico ritiene che l’aspetto della lesione porti a consigliarne una, seguita da conferma istologica.

E’ stato tuttavia sviluppato un algoritmo che può classificare i tumori cutanei come benigni o maligni in base a fotografie della lesione, ed esso sembra funzionare con la stessa efficacia di un dermatologo.

Secondo Andre Esteva della Stanford University, il rilevamento precoce di un melanoma è essenziale, in quanto la sopravvivenza a 5 anni per i melanomi varia dal 99% con una diagnosi in fase precoce al 14% circa se essa giunge in fase tardiva. 




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