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sabato, 22 luglio 2017

Pubblicato: 15/02/2017

Bronte e Cesarò, azzerati vertici clan

Mafia dei Nebrodi. Violato il protocollo Antoci, nove gli indagati

CATANIA - Sarà presentata oggi al Gip di Catania la richiesta di convalida dei nove fermi eseguiti da carabinieri del Ros nell'ambito di un'operazione antimafia che avrebbe azzerato i vertici delle cosche di Cesarò (Messina) e Bronte coordinata dalla Dda della Procura etnea. Tra i destinatari del provvedimento anche i presunti capi dei due gruppi, Giovanni Pruiti e Salvatore Catania. L'udienza si dovrebbe tenere venerdì prossimo.

Al centro delle indagini di militari dell'Arma, che hanno redatto un'informativa di circa 100 pagine, la violazione del cosiddetto 'protocollo Antoci' da parte dei clan. Secondo l'accusa, per poterlo 'aggirare' con minacce e aggressioni, avrebbero costretto allevatori e contadini a cedere i terreni di loro proprietà per potere così accedere ai contributi per l'agricoltura dell'Unione europea senza la certificazione antimafia che il presidente del parco dei Nebrodi ha reso obbligatoria per l'accesso ai finanziamenti.

Una decisione che ha tolto molti terreni, e quindi fatto perdere soldi, alle cosche della zona e che lo scorso anno ha visto Antoci vittima, illesa, di un agguato, con colpi di fucile sparati contro la sua auto blindata sulla strada dei boschi dei Nebrodi che unisce San Fratello e Cesarò. Su quest'ultimo episodio ha pendente un'inchiesta la Dda della Procura di Messina. L'indagine coordinata dalla Procura distrettuale di Catania ha avuto un'accelerazione con i fermi per il rischio di gravi intimidazioni o violenze nei confronti delle vittime.

"E' un duro colpo assestato a importanti famiglie mafiose. Apprendo inoltre che tutto questo è collegato agli effetti scaturiti dal Protocollo di Legalità", ha commentato il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci.

"Sono contento - prosegue il presidente Antoci - che il percorso di legalità e sviluppo che stiamo portando avanti continui e che stiamo liberando la Sicilia da un malaffare che durava da anni e che toglieva dignità agli agricoltori e allevatori onesti. Tengo a ringraziare particolarmente i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina, i Ros di Catania e la Compagnia di Santo Stefano di Camastra e un ringraziamento particolare alla Dda di Catania che continuano a dimostrare impegno, responsabilità e dedizione".

"Il 23 febbraio - conclude Antoci - sarò a Roma alla Camera dei Deputati per presentare la Legge che di fatto allarga il Protocollo di Legalità a tutta Italia facendolo definitivamente diventare legge dello Stato. Questa è l'antimafia dei risultati e che trova credibilità nel lavoro e nella condivisione dei più alti valori della legalità".




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