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domenica, 22 ottobre 2017

Danni alla neonata catanese
condannato l'ospedale Cannizzaro

Cesareo in ritardo: alla famiglia un risarcimento di 1,7 milioni di euro. Per la bimba una tetraparesi e un grave deficit psicomotorio

CATANIA - La quinta sezione del tribunale civile di Catania ha condannato l'Azienda ospedaliera Cannizzaro al risarcimento complessivo di circa 1.700.000 euro in favore di una famiglia catanese per i danni causati "dalla condotta colposa tenuta dai sanitari nella gestione del travaglio e del parto" che nel 2011 ha causato una tetraparesi e un grave deficit psicomotorio alla neonata.

Dalla consulenza tecnica d'ufficio disposta dal giudice emergerebbe che la causa dell'accaduto sarebbe legata all'"asfissia che ha colpito la neonata durante il travaglio, cui è conseguita l'aspirazione di meconio e, di riflesso, la sepsi e la tetraparesi".

Anche perché, sostiene la perizia, il parto cesareo sarebbe stato praticato con notevole ritardo. Il tribunale ha riconosciuto il danno biologico al 100% riportato dalla bambina e quello morale ed esistenziale subito dai suoi genitori. I legali dell'ospedale Cannizzaro avevano chiesto il rigetto della domanda sostenendo che "la patologia insorta" fosse "causata da una grave infezione neonatale" non imputabile all'azienda.

"La sentenza - rivela il legale della famiglia - è passata in giudicato e l'azienda e l'assicurazione hanno assicurato il pagamento del risarcimento in tempi rapidi e i miei assistiti per questo hanno rinunciato alla rivalutazione e agli interessi maturati, e la somma finale scende a 1,5 milioni di euro".

La famiglia non aveva avviato alcuna azione penale nei confronti dei medici, scegliendo di adire la via del processo civile. Il tribunale ha anche disposto un risarcimento di 20.000 euro anche al figlio minorenne della coppia, nato dopo la sorella malata, che quindi ha "trovato due genitori che non potranno avere per lui la stessa disponibilità e serenità che altrimenti avrebbero avuto".




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