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martedý, 24 ottobre 2017

Apologia del fascismo, negato premio
ad agenti che uccisero killer di Berlino

Dietrofront del governo tedesco: sui social il siciliano ScatÓ che fa il saluto romano e commenti anti-immigrati

ROMA - Fa discutere la decisione della Germania di non dare un riconoscimento a Cristian Movio e Luca Scatà, i due poliziotti che il 23 dicembre bloccarono e uccisero in un conflitto a fuoco a Sesto San Giovanni Anis Amri, l'attentatore che quattro giorni prima a Berlino si era lanciato con un tir sulla folla uccidendo 12 persone e ferendone 55.

Forza Italia e Lega attaccano; i sindacati di polizia prendono posizione. Il governo tedesco, infatti, ha prima considerato e poi accantonato l'idea di un riconoscimento. Causa del ripensamento, le foto che gli agenti avevano postato su Facebook e Istagram creando imbarazzi già all'indomani dell'azione per la quale erano stati salutati come "eroi".

Nelle immagini si vedeva Scatà fare il saluto romano, foto di Mussolini e sembra inoltre che Movio abbia pubblicato una bottiglia di Coca-Cola con la scritta Adolf e condiviso post con commenti anti-immigrati. I contenuti furono rimossi.

Ora, però, la Germania ha ritenuto che ci fossero i contorni dell'apologia del fascismo e ha preferito archiviare l'ipotesi di un riconoscimento. I sindacati di polizia mettono in guardia sui rischi dei social e parlando di "errore" e "leggerezza", ma non ci stanno a derubricare l'azione dei loro colleghi da azione di eroismo ad atto su cui stendere un velo.

"Se la Germania non voleva premiare i singoli, poteva premiare il corpo della polizia", osserva Felice Romano, segretario generale del Siulp, che parla di reazione "preoccupante, perché conferma la volontà della Germania di non sentirsi parte dell'Europa, ma di sentirsi l'Europa a cui tutti devono adeguarsi. Nonostante questa pretesa, ci è voluta la polizia italiana, con le sue difficoltà di mezzi e risorse, per dare giustizia ai suoi cittadini".

Anche Gianni Tonelli, segretario generale del Sap, parla di "gesto del tutto inopportuno e figlio della spocchia teutonica. La Germania si nasconde dietro un dito. Forse era meglio se Amri se lo prendevano da soli: non avremmo avuto un ferito ed entrambi gli agenti esposti a un rischio sicurezza".

E' probabile che tra le ragioni non dette da Berlino possa esserci anche la volontà di non mettere il dito in una 'piaga' nazionale, quella di essersi lasciati sfuggire un soggetto già individuato come pericoloso.

Per questo Maurizio Gasparri, Forza Italia, punta il dito contro i "clamorosi fallimenti dell'intelligence e della sicurezza tedesca" e dopo "la vergognosa retromarcia", annuncia "un'iniziativa parlamentare perché l'Italia biasimi i ministri tedeschi".

"Alla faccia dell'ingratitudine!", sbotta il leghista Roberto Calderoli, "stupito anche per l'imbarazzato silenzio del governo italiano. Io - afferma - io sto dalla parte di questi due ragazzi".




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