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giovedì, 21 settembre 2017

Pubblicato: 10/02/2017

Foibe, la mostra della discordia

Catania: il liceo Cutelli non avrebbe permesso agli alunni di "Assalto studentesco" un'iniziativa in ricordo delle vittime. La preside: "Trappola mediatica"

CATANIA - "Non bastava l’assenza delle istituzioni per il ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, giuliani e dalmati. Nel 2017 anche le scuole continuano a negare il ricordo. Al Liceo M. Cutelli di Catania non è possibile ricordare i martiri delle foibe per “motivi di sicurezza”.

Con questa motivazione il dirigente scolastico non avrebbe permesso agli studenti che chiedevano maggiori chiarimenti sulle motivazioni del diniego di allestire una mostra in occasione della Giornata del Ricordo. Scopo dell’iniziativa proposta dai ragazzi di Assalto studentesco in collaborazione con il Comitato 10Febbraio di Catania era, così come negli anni passati in diverse scuole, “sensibilizzare anche il nostro istituto sul tema”.

In questa giornata – come cita la legge 30 marzo 2004, n.92 - “sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado”. Al Cutelli, così come in tante altre scuole di Catania non sono previste iniziative a ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, giuliani e dalmati. Solo il Comitato10febbraio in collaborazione con i gruppi aderenti, ha programmato eventi. Siamo nel 2017, ma ancora il vento non è cambiato".

"Ci viene negato di portare avanti iniziative con scuse inaccettabili – dichiara Simone Granata , responsabile di Assalto studentesco – per scoprire poi che professori dell’istituto Cutelli tengono convegni negazionisti dal titolo “Foibe, smontare una narrazione tossica”: è il caso del professore Salvatore Di Stefano che interverrà al convegno organizzato da sigle antagoniste. Coincidenza? Libero ognuno di pensare quello che vuole -continua l’attivista dello Spazio Libero Cervantes – e portare avanti il suo pensiero, in totale autonomia, ma non possiamo accettare la censura nei nostri confronti, ma soprattuto nei confronti di iniziative che vogliono ridare il giusto onore a quanti hanno patito sofferenze fino all’estremo sacrificio come nel caso dei martiri delle Foibe".

"Questo capitolo della storia d’Europa – incalzano gli studenti di Assalto studentesco – è stato dimenticato per troppo tempo: la legge 92 del 2004 pareva aver dato dignità ai quei morti, invece è bastato poco per rispedirli nelle foibe del dimenticatoi".

La versione della dirigente scolastica è tutt'altra: "Leggo con profondo rammarico accuse che mi vedrebbero attrice di un diniego alla commemorazione delle Foibe nella nostra Scuola - dice Elisa Colella -. Strumentalizzare il ricordo è un atto indegno. Alla proposta di allestire una mostra, espressa da un nostro alunno, ho risposto con chiaro apprezzamento offrendo agli studenti della nostra scuola l'opportunità di allestire una mostra storica nell'aula magna e di tenerla attiva per più giorni affinché, a turno, tutte le classi potessero visitarla guidati dai loro docenti di Storia. Ho quindi più volte sollecitato la presentazione del progetto esecutivo e il coinvolgimento del Dipartimento di Storia e della nostra docente di Diritto. La richiesta di allestimento della mostra da lunedì 6 a sabato 11, a firma esclusiva di un alunno, è arrivata sul mio tavolo solo martedì 7 febbraio! Vedere che il ricordo di un terribile eccidio possa essere strumentalizzato mediante trappole mediatiche eterodirette mi fa comprendere la necessità di attivare interventi più mirati per potenziare le competenze dei nostri alunni e farne cittadini consapevoli e rispettosi della società che li circonda". 

Al coro degli studenti si aggiunge invece il commento dell'europarlamentare del Ppe, Salvo Pogliese. "Trovo paradossale e vergognosa la decisione del dirigente scolastico del Liceo Mario Cutelli di Catania di negare al Comitato 10 febbraio e ai ragazzi di Assalto studentesco l'autorizzazione per allestire, all'interno dell'Istituto, una mostra in ricordo delle vittime delle foibe".

"Ancora nel 2017 c'è chi cerca di nascondere la verità sul massacro di migliaia di italiani da parte di gruppi partigiani comunisti che attuarono una vera e propria pulizia etnica della popolazione dell'Italia nord orientale".

"Ancora più grave è che a macchiarsi di 'negazionismo' verso una tristissima pagina della storia italiana sia una scuola che dovrebbe essere una fucina formativa per i nostri ragazzi, un luogo dove insegnare a guardare alla storia con imparzialità senza schermi ideologici, senza distinguere tra morti italiani di serie A e di serie B. Evidentemente - conclude l'europarlamentare - c'è chi è fermo agli anni '70, incapace di insegnare ai suoi studenti un'imparziale analisi della storia d'Italia lontana dai settarismi".




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