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martedì, 22 agosto 2017

Pubblicato: 10/02/2017

Crocetta litiga con le Iene

Il sindacato dei giornalisti denuncia spinte e schiaffi della scorta al catanese Giarrusso, il governatore si difende: "Sono sbalordito per come si possa capovolgere la verità"

CATANIA - Tutto sarebbe successo a Napoli, dove il governatore della Sicilia si trovava per partecipare a un incontro promosso dai vescovi del Sud. In mattinata sulla sua bacheca Facebook, l'inviato del programma di Italia1, il catanese Dino Giarrusso, posta un commento allarmante: "Ai giornalisti, operatori video e a chiunque avesse immagini di quanto successo oggi a Napoli nella mia intervista a Rosario Crocetta -con agenti che mi hanno bloccato e ripetutamente gettato a terra- può scrivermi in privato? E' molto importante per rendere migliore il pezzo che sto montando. Vi chiedo di fare girare questa richiesta, perché più posso documentare quanto accaduto, meglio racconteremo tutta la vicenda".

Poco dopo arriva una nota del sindacato unitario dei giornalisti della Campania a firma del segretario Claudio Silvestri. "Al termine del convengo 'Chiesa e lavoro, quale futuro per i giovani del Sud?', una troupe della trasmissione 'Le Iene' composta dall'inviato Dino Giarrusso e dal giornalista Alessandro Migliaccio, è stata aggredita da alcuni agenti delle forze dell'ordine mentre cercava di intervistare Rosario Crocetta, presidente della Regione Sicilia".

"Il cordone della sicurezza - continua Silvestri - ha impedito la realizzazione dell'intervista usando la violenza sotto gli occhi dei presenti. Spintoni e schiaffi hanno raggiunto i due componenti della troupe delle Iene. L'episodio è stato ripreso dalle TV presenti".

"Il Sindacato unitario dei giornalisti della Campania e l'Ordine dei giornalisti della Campania esprimono solidarietà al collega Alessandro Migliaccio per l'aggressione subita. Un episodio inaccettabile che lede il fondamentale diritto di cronaca", conclude la nota.

In serata poi il commento del governatore siciliano che spiega la sua versione dei fatti. "Sono veramente sbalordito per come si possa capovolgere la verità. Il video pubblicato su il Mattino, dimostra che io non ho incontrato faccia a faccia questo giornalista, che non ho parlato con le forze dell'ordine (come viene detto in modo diffamatorio) per dire loro di allontanarlo - prosegue -. E' una cosa non vera. Gli uomini della scorta si sono visti piombare alle spalle un uomo e uno dei poliziotti ha preso una botta forte in testa, pare un colpo di microfono. I poliziotti sono intervenuti pensando a un'aggressione e due di loro so che si sono recati in ospedale per accertamenti in seguito ai colpi subiti. Quindi nessuno faccia la vittima. Tra l'altro questa mattina ho incontrato un altro giornalista delle Iene e ho fissato con lui un appuntamento per il prossimo mercoledì in presidenza. Abbiamo scherzato e ci siamo presi in giro reciprocamente, come spesso accade nella normale dialettica. Se avessi problemi con loro non lo avrei fatto".

"In seguito allo spiacevole episodio di oggi pomeriggio, ho parlato con la redazione delle Iene - afferma - confermando la mia disponibilità a qualsiasi intervista. Ho appreso che si tratterebbe di una vicenda di 11 anni fa accaduta in Regione. Undici anni fa io alla Regione non c'ero ma ero sindaco di Gela. Mi si trasmetta il dettaglio della vicenda in modo che io possa documentarmi e risponderò come sempre. Se però questo deve essere lo stile, non me ne vogliano le Iene, ma non ho voglia di incontrarli".




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