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lunedì, 27 marzo 2017

Pubblicato: 09/02/2017

Dimissioni precompilate, condannato

Imprenditore denunciato da una dipendente a Palermo, il pm aveva chiesto l'accusa per tentata estorsione

PALERMO - Da tentata estorsione a violenza privata. Il gup Fabrizio La Cascia ha riqualificato il reato contestato a Francesco Calandra, titolare dell'omonima azienda di marmi a Palermo, che è stato condannato a quattro mesi, pena sospesa.

L'uomo, assistito dagli avvocati Bartolomeo Parrino e Nadia Varvaro, era accusato di aver precompilato i fogli di dimissione di un dipendente che lo aveva denunciato. L'operaio, che poi ha ritirato la denuncia, non si è costituito parte civile.

Il giudice ha dato ragione alla difesa che ha dimostrato che il foglio non era stato firmato. Il pm aveva chiesto la condanna per tentata estorsione a un anno e otto mesi.




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