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sabato, 21 ottobre 2017

"Dove finiscono i soldi di Sant'Agata?"

Catania bene comune chiede trasparenza sulle spese del comitato che organizza la festa: "I cittadini devono sapere come vengono utilizzati i 415 mila euro destinati dall'amministrazione"

CATANIA - "Ogni anno per la festa di Sant'Agata il Comune di Catania destina al comitato organizzatore la somma di 415 mila euro. Chiediamo al presidente del comitato, al sindaco e alla responsabile anticorruzione dell'amministrazione di rendere immediatamente pubbliche tutte le spese effettuate con soldi pubblici". Pretende trasparenza Catania bene comune. Lo ha già fatto il 24 gennaio con la richiesta ufficiale della pubblicazione dei bilanci, adesso insiste, "perché il denaro in dotazione viene speso in autonomia dal comitato senza alcun controllo dell'amministrazione e senza che i cittadini ne sappiano qualcosa. Unica eccezione l'avviso pubblico per i fuochi d'artificio".

L'associazione riepiloga la situazione: "Il comitato è stato fondato da sindaco e arcivescovo e nel momento della sua costituzione il Comune ha stanziatocome fondo ulteriori 200 mila euro, una tantum, contro gli appena 5 mila stanziati dall'Arcidiocesi. Il comitato è composto da sole 6 persone: il presidente è Francesco Marano, consulente del sindaco e dirigente provinciale e regionale del Partito democratico, vice presidente è Giuseppe Barletta, indicato dalla Curia. Ne fanno poi parte Roberto Giordano, Carlo Zimbone, Filippo Donzuso e Maria Teresa Di Blasi. Lo Statuto del Comitato obbliga di approvare il bilancio consuntivo entro il 7 settembre e di approvare il bilancio preventivo entro l'1 ottobre di ogni anno".

Catania bene comune sottolinea che "nessuna spesa relativa alla sicurezza o alla gestione pubblica della festa è a carico del comitato. Sono a carico esclusivo del Comune le spese per la sicurezza e la protezione civile (20 mila euro stanziati per l'operazione Sant'Agata sicura), le spese per la segatura che viene sparsa nelle strade (15 mila euro), il servizio straordinario di pulizia della città (29 mila euro), la manutenzione del mezzo utilizzato per il trasporto del fercolo e delle candelore (5 mila euro) e persino l'acquisto del vestiario per i valletti comunali”.

Dunque "la città ha il diritto di conoscere con esattezza come vengono spese le sue risorse, a maggior ragione in una fase in cui il Comune taglia ogni servizio e aumenta ogni tariffa. Fa riflettere che si trovino così tanti soldi per la festa di Sant'Agata mentre non si stanzia nemmeno un euro per i centri antiviolenza sulle donne. I 415 mila euro destinati ogni anno alla festa provengono dalla tassa di soggiorno e dovrebbero per legge essere utilizzati per il turismo, per la manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali, nonché i servizi pubblici locali. E' obbligo dell'amministrazione e del comitato rendere conto di come verranno spesi i nostri soldi quest'anno".




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