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martedì, 28 marzo 2017

Pubblicato: 27/01/2017

Differenziata, in Sicilia +6%

Arrancano le città metropolitane, i piccoli centri i più ricicloni. Crocetta: "Numeri straordinari in soli sei mesi"

PALERMO - La raccolta differenziata vola. Almemo secondo i dati illustrati in conferenza stampa a Palazzo D'Orleans dal governatore della Sicilia Rosario Crocetta che ha anche accennato all'ipotesi di costituire un "Ufficio speciale per la differenziata" e della necessità di eliminare carrozzoni "come gli ex Ato".

"In Sicilia la differenziata è passata dal 15,41% di giugno al 21,05% di oggi. Parliamo di un dato straordinario, se paragonato al dato di giugno quando è scoppiata l'emergenza registriamo un +6%. Questo dato è il frutto del lavoro fatto e delle ordinanze emanate in questi mesi. I vantaggi avuti dalla crisi estiva sono la nostra intuizione sull'impiantistica mobile, che ci ha fatto risparmiare soldi consentendo un abbattimento dai costi, e la differenziata". 

"Il dato della differenziata - ha aggiunto Crocetta - registra un incremento importante ma non è soddisfacente, si coglie una differenziazione da città a città e di comportamenti abbastanza difformi tra città di territori abbastanza vicini. Nei casi dove i livelli di differenziata sono bassissimi significa che non c'è uno sforzo da parte delle amministrazioni locali a non affrontare il problema e su questo noi non faremo sconti".

"Nei casi di inadempienza - ha sottolineato - dobbiamo mettere in campo un'azione sostitutiva e agire da commissari. Il mio è un appello a intervenire con forza da parte delle amministrazioni, noi siamo intervenuti più volte per imporre una tassa ai comuni inadempienti, ma questa legge non è mai potuta approdare all'Ars, ogni volta è stata bloccata".

Secondo i dati forniti dal responsabile regionale per l'ufficio speciale raccolta Salvo Cocina, arrancano le città metropolitane di Palermo (15%), Catania e Messina (12%) e i grandi centri come Siracusa dove la differenziata si ferma al 5%. I comuni più ricicloni, invece, sono proprio i piccoli centri, con popolazione al di sotto dei 10 mila abitanti. In vetta alla classifica c'è Campofiorito con il 91,71%. Bene anche Giardinello (84%), Ribera (78%), Santa Margherita Belice (70%) e Siculiana (67%), che registrano una percentuale di differenziata addirittura superiore al 65% fissato dalla legge.

Nella classifica dei grandi centri non capoluogo di provincia bene anche Butera 66%, Balestrate, 63%, Marsala 60%, Niscemi, 50,6% e Gela con il 49%. Le buone performance registrate nei comuni al disotto dei 10 mila abitanti, secondo i dati forniti, dimostrano una certa agilità delle amministrazioni a far cambiare abitudini e stili di vita ai cittadini e dunque di raggiungere buone performance e gli obiettivi fissati dalle legge sulla differenziata.

Nei comuni fino a 30 mila abitanti, invece, la differenziata in media si ferma intorno al 20%; il dato crolla nelle grandi città, come indica la debacle di Palermo, Catania e Messina, influenzando la media regionale. Tra i comuni meno ricicloni risultano Augusta con l'8,78%, Agrigento con il 7.1% e Porto Empedocle, 2,20%.




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