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martedì, 28 marzo 2017

Amoddio: "Uno scippo". Pistorio: "Sinergia tra i due porti"


La scelta di Catania al posto di Agusta come sede dell'Autorità portuale della Sicilia orientale ha lasciato con sé una scia di polemiche. "Catania punto nevralgico del Sistema portuale del Mare di Sicilia Orientale. Lo stabilisce un decreto firmato dal Ministro Delrio, che evidentemente dimentica, o ignora, che è quello di Augusta l'unico porto del versante orientale in grado di realizzare un hub per le merci in Sicilia", ha detto Giambattista Coltraro, capogruppo all'Ars di Sicilia democratica.

"Quella di Augusta - aggiunge - è una rada naturale unica e profonda, e se a questo si aggiunge la mole di investimenti previsti fino al 2020 e la circostanza che è l'unico porto cluster, cioè con funzioni di cantieristica, industriali e militari, ne deriva che abbia tutte le condizioni per far sì che la Sicilia possa ottenere un hub per le merci".

Ma a parte la questione logistica, Coltraro solleva soprattutto una questione di natura economica. "La fusione tra il porto di Catania e quello di Augusta potrebbe determinare che le dotazioni patrimoniali di circa 80 milioni di euro, presenti nella situazione patrimoniale dell'autorità portuale di Augusta, vengano utilizzate per ripianare i debiti contratti da una cattiva politica gestionale esercitata in quella di Catania. L'accorpamento, infatti, comporterà questa destinazione dei fondi, piuttosto che per realizzare nuove infrastrutture che condurrebbero a nuovi posti di lavoro, con evidente danno patrimoniale per la provincia di Siracusa".

"Il presidente Crocetta ha volontariamente ignorato le caratteristiche dello scalo megarese, il suo ruolo di principale porto petrolifero italiano e la sua centralità lungo le rotte del traffico internazionale del Mediterraneo e adesso dovrà renderne conto". Il deputato nazionale del Pd, Sofia Amoddio, attacca il governatore che avrebbe preferito Catania ad Augusta nella sede dell'Autorita portuale.

"La responsabilità di questo scippo ai danni di Augusta è del presidente della Regione Rosario Crocetta che ha forzato la mano e scelto inspiegabilmente Catania - aggiunge - La legge prevede che la sede della Port Authority debba essere individuata nel porto Core, quindi Augusta, ma prevede anche l'intesa vincolante con la Regione. Di fronte al parere vincolante di Crocetta, il Ministero - che si era sempre dimostrato favorevole alla scelta di Augusta - ha dovuto mediare per affidare per i primi due anni l'Autorità portuale a Catania e per i successivi due ad Augusta, evitando così uno stallo che avrebbe danneggiato tutti perché avrebbe mantenuto il commissariamento".

Mentre il collega di partito Pippo Zappulla critica il ministro Del Rio: "Il ministro Del Rio - cedendo alle evidenti pressioni - ha assunto una decisione che considero una squallida operazione politica che risponde esclusivamente alla geografia elettorale". E aggiunge: "Crocetta non è più il mio presidente della Regione. La scelta assunta è un pasticcio che non fa onore a chi lo ha sollecitato e a chi lo ha firmato. Per affermare i diritti e la dignità di un territorio, la battaglia continua ad Augusta, a Palermo, a Roma, a Bruxelles".

"Le polemiche politiche sui porti di Agusta e Catania non sono fondate e hanno come motivazione la difesa, anche legittima, del territorio", ha detto l'assessore alle Infrastrutture, Giovanni Pistorio, che auspica invece "una forte sinergia tra i due porti, integrabili, che porterebbe benefici economici e di sviluppo alla Sicilia".

"Le motivazioni del ministro Delrio sono oggettive - osserva Pistorio - soni oggettive, come emerge dall'istruttoria che io, da assessore al ramo, ho fatto redigere e consegnare al governo nazionale che l'ha valutata. La scelta di Catania è legata allo start up, perché il capoluogo etneo ha un sistema infrastrutturale ed economico molto più avanzato di quello di Agusta, che non è fuori da alcunché. Il futuro è nella sinergia. La scelta del momento - conclude l'assessore - è stata fatta nell'interesse generale dei territori, della Sicilia e del Paese".




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