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lunedì, 24 luglio 2017

I pm accusano l'ex assessore Girlando
a incastrarlo è una telefonata

Catania: chiesto il rinvio a giudizio per tentata concussione. Un imprenditore avrebbe registrato una conversazione compromettente. La replica: "Mai agito per interessi personali"

CATANIA - La Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio dell'ex assessore al Bilancio del Comune, Giuseppe Girlando, per tentata concussione aggravata. Il provvedimento, firmato dal sostituto Fabio Regolo, riguarda un'inchiesta avviata dopo la denuncia del titolare di una società che aveva in corso una transazione con l'ente pubblico per circa 4 milioni di euro e che, secondo l'accusa, avrebbe subito la minaccia di "promettere la propria indebita intercessione nei confronti" di un consigliere dell'opposizione per "non fargli ostacolare l'approvazione da parte del Consiglio comunale della delibera di giunta su 'Sostare'", avanzata dall'allora assessore Girlando.

L'evento non si sarebbe verificato per "la resistenza della persona offesa" che avrebbe subìto "un danno patrimoniale di rilevante gravità consistito nell'ammontare della transazione non stipulata", pari a quasi 4 milioni di euro.

Agli atti dell'inchiesta è depositata anche una telefonata tra l'ex assessore e l'imprenditore che quest'ultimo avrebbe registrato. L'udienza preliminare si terrà il prossimo 3 febbraio davanti al gup Carlo Umberto Cannella.

“Sono estremamente amareggiato, per una vicenda che mi vede protagonista mio malgrado - commenta Grilando -, e a dispetto di una storia personale e professionale sempre vissuta all'insegna della massima trasparenza. Ma sono anche sereno, perché, come del resto emerge chiaramente anche dagli atti della Procura, ho agito sempre e solo per gli interessi dell’amministrazione da me rappresentata e mai per interessi o vantaggi personali, come del resto mai ipotizzato dalla Procura”.

Per i suoi legali "la condotta contestata all’avvocato Giuseppe Girlando non ha determinato in alcuna maniera danni alla SIMEI SpA, che non ha definito l’accordo transattivo con il Comune, non di competenza dell’assessorato al Bilancio, solo per la indisponibilità di Enel Sole a sottoscrivere l’accordo transattivo autorizzato dal Collegio di difesa del Comune di Catania. E, inoltre, il consigliere Messina non si occupava di SIMEI SpA ma di altra questione concernente gli interessi dell’amministrazione comunale di Catania. L'avvocato Girlando, ovviamente, si rimette con tranquillità alle valutazioni che saranno fatte dai magistrati”.

E il Comune di Catania si dice certo "che le decisioni della magistratura potranno chiarire in termini positivi la vicenda legata a Girlando. Tutti conoscono l'integrità morale dell'amministratore e del professionista che sicuramente emergeranno. Gli atti dell'assessore Girlando, come tutti quelli esitati dalla giunta municipale, sono stati contraddistinti da rigore e rispetto della legge, dopo avere sempre superato diversi livelli di controllo e di verifica. Confidiamo che possa dimostrare la correttezza del suo comportamento".

All'attacco invece il Movimento 5 stelle: "Abbiamo denunciato più volte la cattiva gestione dell'attuale amministrazione - dice dice il senatore Mario Giarrusso -. È arrivata l'ora di dire basta a questa pessima giunta che sta affossando Catania. Tra sospette vicinanze alle cosche e ipotesi di reato ci sono le certezze dei catanesi: la città è malamente amministrata da gente che rappresenta il peggio degli interessi indicibili. Bisogna staccare la spina e ridare la parola ai cittadini catanesi. Ci auguriamo che il prefetto di Catania Maria Guia Federico inizi a ragionare e provveda a effettuare quanto prima l'accesso prefettizio sull'operato di questa amministrazione, richiesto peraltro più volte".




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