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giovedì, 24 agosto 2017

Pubblicato: 17/01/2017

Lontani dalle città si vive meno

Nuccio Sciacca / 
A sorpresa un ricerca sfata il mito della sana vita di campagna

Nino Ferrer cantava nel 1970 "Viva la campagna" esaltandone la vita salubre e da qui la longevità assicurata, ma secondo gli ultimi studi forse la vita agreste nasconde qualche insidia tanto da poter risultare potenzialmente meno sana rispetto a quello che avviene in città. Tutto questo pare andare contro i moderni dettami del benessere e viene perfettamente controbilanciato dal parere di chi ha scelto la vita in campagna per sentirsi meglio e ne è felice.

Lo spunto viene da una rilevazione dei Centri per il Controllo delle Malattie (Cdc) degli Usa, che parrebbe dimostrare come nelle aree rurali si muoia più che in città. La ricerca analizza le morti in eccesso (cioè quelle che superano i tassi di mortalità più bassi misurati nel Paese per gli under 80) sia nelle aree di campagna che in quelle urbane, con risultati sorprendenti: tra i 46 milioni di americani che vivono nelle zone non metropolitane (pari al 15 per cento della popolazione totale) dal 1999 al 2014 si è registrata non solo una mortalità maggiore, ma anche una percentuale più alta di decessi in eccesso per le cinque principali cause di morte, e cioè malattie cardiovascolari, tumori, insufficienza respiratoria cronica, incidenti, ictus.

In particolare, nel 2014 il 42,6 per cento delle morti per malattie cardiovascolari nelle zone rurali, il 57,5 per cento di quelle per incidenti e il 54,3 per cento di quelle per insufficienza respiratoria cronica legata quasi sempre a Bpco sono apparse evitabili, contro percentuali ben più basse per tutti e tre i parametri riscontrate nelle aree urbane.






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