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sabato, 27 maggio 2017

Pubblicato: 15/01/2017

M5s Palermo, guerra sulle liste

Grillo incita i sindaci a 5 stelle, ma la faida interna nel gruppo siciliano rischia di far perdere terreno al movimento in Sicilia. Il caso nelle mani di Cancelleri

ROMA - Il salvataggio dell'azienda rifiuti a Livorno e la rivolta interna a Palermo: è un sabato a due facce quelle del Movimento 5 Stelle che, dopo una settimana segnata dal caos del mancato passaggio all'Alde a Bruxelles, rilancia, attraverso il blog di Beppe Grillo, le sue amministrazioni sulla penisola. E' l'ok al concordato sull'Aamps (azienda di raccolta rifiuti di Livorno) incassato dal sindaco Filippo Nogarin la miccia che innesca l'orgoglio pentastellato.

"Un risultato epocale", esulta Grillo chiamato, tuttavia, a dirimere la sempre più intricata situazione sulle liste M5s per le Comunali a Palermo. E, nel capoluogo siciliano è ormai in atto una vera e propria guerra fratricida. Al momento sono rimasti 27 candidati (18 uomini e 9 donne) e, complice la regola sulle quota rosa, una nuova defezione di una candidata donna invaliderebbe la lista. Da qui l'ipotesi di 'rinfoltire' di candidate donne la lista in deroga alla chiusura dei giorni scorsi. Ipotesi, questa, che gli esponenti della corrente dei 'monaci' reputano "gravissima".

E' in atto "una clamorosa presa in giro per i palermitani e per chi crede nel Movimento", tuona la deputata siciliana Chiara Di Benedetto in un post su Facebook rilanciato anche da Riccardo Nuti che definisce "una finzione" la graticola tra i candidati sindaci. "Non accetto lezioni di etica da chi non si avvale della facoltà di non rispondere con i pm", replica a muso duro Danilo Maniscalco, tra i candidati al Consiglio comunale. Due, invece, i candidati sindaci rimasti: il fondatore di Addiopizzo Ugo Forello (attaccato dai 'monaci') e il poliziotto Igor Gelarda. A dirimere il groviglio è chiamato Giancarlo Cancelleri e all'inizio della prossima settimana l'ultimo turno di Comunarie dovrebbe farsi. Ma nella città del "caso firme false" e di una faida interna in atto ormai da mesi le ambizioni pentastellati sono molto ridotte. Ambizioni che, invece, Grillo rilancia nel resto d'Italia.

"Quello che succede a Livorno è quello che succederà a Roma. Presto avremo grandi soddisfazioni anche lì", twitta il leader M5s che, sul blog, dà spazio anche all'incontro tra polizia municipale e torinesi promosso da Chiara Appendino. E Grillo elogia via blog anche Francesco D'Anna, il consigliere di Bagheria malmenato da due ladri di rame. A Roma, invece, Virginia Raggi plaude al collega Nogarin e prova a ripartire annunciano la riparazione di 400 buche nelle strade cittadine. L'orgoglio grillino, tuttavia, non sfugge all'attacco del Pd.

"Raggi è patetica, plaude Livorno ma è disastro", pungola Ernesto Carbone. I vertici M5S, dopo le peripezie brussellesi, oggi possono tuttavia sorridere guardando i sondaggi pubblicati dal Corsera, che danno il Movimento in vantaggio sul Pd alimentando così la richiesta dei pentastellati di andare alle urne subito. Il 24 gennaio, giorno della sentenza della Consulta sull'Italicum, ci sarà anche Grillo a Roma e, probabilmente, sarà show in piazza. Prima, però, l'ex comico è chiamato a mettere ordine all'interno del Movimento: è a lui che, dopo la 'debacle' della trattativa condotta da Davide Casaleggio in Europa, guardano oggi i malpancisti M5S.




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