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mercoledý, 26 aprile 2017

La deputata a 5 stelle attacca
"A Palermo clamorosa presa in giro"

Comunarie, le accuse di Chiara Di Benedetto: "Giochetti che non appartengono al M5s". Nuti: "La graticola? Fingevano"

ROMA - "Il risultato" di ciò che sta succedendo a Palermo secondo "gli articoli di stampa, è evidente che sia una clamorosa presa in giro per i palermitani, sia quelli che hanno seguito la graticola dal vivo, sia quelli che l'hanno seguita on line" e per "quelli che credono nel M5s". A scriverlo è la deputata siciliana del M5s Chiara Di Benedetto in un post su Facebook, riferendosi al caos liste a Palermo.

"Questi atteggiamenti e giochetti non appartengano al M5s per come l'ho conosciuto", attacca. "Sono molti gli articoli di stampa in questi giorni che definiscono a rischio la presentazione della lista del Movimento 5 stelle a Palermo in seguito alle defezioni e ritiri dalla competizione di alcune donne candidate al Consiglio comunale", è la premessa di Di Benedetto.

"Ciò che viene prospettato dai giornali, e finora mai smentito dai portavoce regionali che stanno gestendo questa fase di creazione della lista palermitana, ovvero di richiedere a Casaleggio e a Beppe Grillo una deroga per inserire in lista delle candidate dell'ultimo minuto, delle riempi-lista insomma, sarebbe gravissima oltre a costituire un precedente nella storia del M5s", sostiene Di Benedetto

"A questo si aggiunge che, sempre secondo articoli di stampa, Giulia Argiroffi e Giancarlo Caparotta avevano già comunicato allo staff di Beppe Grillo l'intenzione di ritirarsi dalla corsa alla poltrona di sindaco alcuni giorni prima della graticola, ma è stato chiesto loro di partecipare ugualmente al confronto pubblico per evitare che l'evento venisse annullato. Inoltre è stato riportato da diversi giornali, anche qui senza alcuna smentita, che le rinunce dell'Argiroffi e di Caparotta siano finalizzate a convogliare i voti verso il candidato Ugo Salvatore Forello", aggiunge Di Benedetto nel post.

Riccardo Nuti, ex capogruppo del M5s alla Camera e indagato nell'inchiesta sulle presunte firme false alle comunali del 2012 a Palermo, rincara la dose: "La graticola? Una presa in giro, stavano fingendo. Le donne? Deroghe e riempilista".

Una dopo l'altra, nei giorni scorsi, si sono sfilate alcune donne in lizza: da Tiziana Di Pasquale, che era nella top five degli aspiranti sindaci del M5s e si è ritirata a poche ore dalla graticola, a Ivana Cimo e Giovanna D'Agostino, candidabili al Consiglio comunale.

Giulia Argiroffi resta in corsa per il Consiglio comunale dopo il ritiro dalle sindacarie. Per effetto della legge elettorale che impone la doppia preferenza di genere il numero di candidabili è sceso da 30 a 27. Ma il deputato regionale Giancarlo Cancelleri minimizza: "E' già successo nelle elezioni di altri comuni. Si farà scorrere la graduatoria dei più votati per quanto riguarda gli uomini, mentre si riaprirà la competizione per quanto riguarda la richiesta di altre candidature femminili". Sull'ipotesi che si tratti di una 'strategia' per far saltare la lista, figlia di dissapori all'interno del M5s locale taglia corto: "Non voglio parlare di questo. In ogni caso qualsiasi ipotetico tentativo di far saltare la lista in questo modo mi sembra vano".




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