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lunedì, 27 marzo 2017

"Gravi indizi e goffo tentativo della ex" Resta in galera il 25enne di Messina

Il gip non crede alla versione della ragazza ustionata: la telecamera di un benzinaio incastrerebbe l'ex. Scontro tra le due donne in ospedale. L'avvocato di Alessio: "Il mio cliente dormiva". Il padre: "Era mio figlio ad avere i lividi"

MESSINA - Resta in carcere Alessio Mantineo, il 25enne fermato dalla polizia di Messina con l'accusa di aver tentato di uccidere la sua ex ragazza, Ylenia Grazia Bonavera, 22 anni, gettandole addosso della benzina e appiccando il fuoco. Lo ha deciso il gip.

Sarebbero state le immagini di alcune telecamere ad aggravare i sospetti sul ragazzo. Il giudice non ha convalidato il fermo, perché "non sussiste il pericolo di fuga", ma ha emesso nei suoi confronti un provvedimento cautelare in carcere perché ci sono "gravi indizi di colpevolezza" nei suoi confronti.

LA RICOSTRUZIONE DELLA PROCURA. Il gip ha accolto la ricostruzione della Procura: i due ex fidanzati si incontrano in discoteca e poi si separano. Lei ritorna a casa, lui no. E ci sarebbero le immagini del sistema di videosorveglianza di un distributore di benzina che riprende un giovane intorno alle 4.25 che si fa riempire una bottiglia di plastica. La difesa della ragazza di Mantineo, per il gip è "un goffo tentativo di scagionare il proprio ex fidanzato". E anche la descrizione fisica dell'aggressore, alto e con molti capelli, antitetica rispetto a quella dell'indagato per il giudice "non trova riscontro nelle ulteriori attività d'indagine poste in essere".

Per il gip "la studiata pervicacia criminale della quale l'indagato ha dato contezza", e l'aver "agito con premeditazione, crudeltà e volontà di infliggere alla vittima sofferenze aggiuntive", non lasciano altra scelta che disporre "la misura della custodia in carcere".

Particolarmente significativa, rileva il gip, appare "la brutalità dell'azione commessa, che si presenta - scrive nell'ordinanza - come un'aggressione qualificata da un'inusitata carica di violenza, spia dell'allarmante personalità dell'indagato e sintomatica di un effettivo contegno persecutorio", che, ritiene il giudice per le indagini preliminari, "rende elevato il rischio di reiterazione criminosa, essendosi rilevato il prevenuto del tutto incapace di porre un freno ai propri istinti criminali".

"NON SONO UNA SBIRRA". Il tentativo di scagionare il proprio (ex) fidanzato "potrebbe essere stato - scrive il giudice - in ragione di un forte legame sentimentale" o per "il timore in lei suscitato" dall'indagato, o, anche, "per un substrato culturale che induce a ritenere privo di adeguata considerazione colui che denuncia". In questo senso potrebbe essere letta la frase che la vittima rivolge alla vicina di casa che, riferendo all'operatore del 118 che lei aveva accusato il fidanzato dell'aggressione, la apostrofa con la frase "io non sono una sbirra".

SCHIAFFI TRA YLENIA E LA MADRE. Ylenia e la madre si sono schiaffeggiate a vicenda in ospedale a Messina. Le due donne sono state divise dai poliziotti. Sembra che la lite sia nata perché la ragazza continua a difendere l'ex e la madre non accetta questo comportamento.

"IL MIO CLIENTE DORMIVA". Il venticinquenne si professa innocente. "Il mio cliente - - spiega il suo avvocato - ha detto di non essere stato lui a dare fuoco alla ragazza: dormiva".

La giovane è ricoverata al Policlinico con ustioni nel 13% del corpo. "Il mio assistito - ricostruisce l'avvocato - ha riferito di volere bene alla ragazza e che mai avrebbe fatto un gesto del genere contro la giovane. Allo stato attuale si è ritenuto di attribuire più valenza alle dichiarazioni indirette rese dalla ragazza, che poi ha smentito in più occasioni, rispetto a una ricostruzione offerta dall'indagato, ma non smentita da alcun elemento oggettivo. Verificherò se ci sono i presupposti per ricorrere davanti al Tribunale del riesame".

"E' INNOCENTISSIMO". Anche la famiglia di Mantineo lo difende: "Mio fratello è innocente al mille per mille - sostiene la sorella Giovanna -, basta vedere le sue amicizie, basta chiedere in giro chi è lui. La loro è sempre stata una relazione burrascosa. Noi non ci siamo intromessi, ma Alessio era succube. Mi auguro che la ragazza guarisca presto, ma mio fratello è innocente. Non lo avrebbe mai fatto. Quando abbiamo saputo che la polizia lo cercava - ricorda - ci siamo spaventati: abbiamo chiamato l'avvocato e siamo andati insieme in Questura".

Per il padre, Natale Mantineo, Alessio "è innocentissimo, non ha mai fatto male a una mosca" e, sostiene, era "lui che tornava a casa pieno di lividi". "Quella notte - ribadisce - ha dormito prima da mia nipote e poi da mia figlia".




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