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domenica, 19 febbraio 2017

Monaci, graticole e ritiri
Palermo perde una delle 5 stelle

Il quintetto delle comunarie del M5s diventa un quartetto: Tiziana Di Pasquale abbandona per le "troppe divisioni". E al confronto tra candidati spiccano gli assenti

PALERMO - Non c'erano gli attivisti più vicini ai cosiddetti 'monaci', il gruppo dei deputati nazionali del Movimento 5 stelle, nella platea, composta da circa 300 persone, che per due ore, ieri sera, ha ascoltato tre dei quattro candidati alla poltrona di sindaco di Palermo: Ugo Forello, Giulia Argiroffi e Giancarlo Caparotta.

Il quarto, il poliziotto Igor Gelarda, ha assistito dalla prima fila alle 'graticole' perché impossibilitato a parlare in pubblico dalle regole dell'amministrazione. Poco prima del confronto si era ritirata dalla competizione Tiziana Di Pasquale. Tra i quattro il più votato on line - la consultazione sarà a giorni - sarà il candidato del M5s alle comunali che si terranno in primavera. Il forfait degli attivisti più vicini ai 'monaci' ha rimarcato la spaccatura all'interno del gruppo di Palermo. Tra il pubblico erano presenti i due deputati regionali Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, indagati nell'inchieste 'firme false', che hanno collaborato con i pm nella fase dell'indagine.

La "graticola" è un confronto tra i "finalisti" selezionati dalla rete in vista delle elezioni amministrative della prossima primavere nel capoluogo siciliano. "Giovedì scorso - spiega la Di Pasquale - sono stata convocata insieme agli altri candidati per le 'sindacarie' in una riunione in cui ci hanno spiegato le regole della 'graticola'. Giancarlo Cancelleri, portavoce M5s, ha ricordato a tutti di cominciare a ragionare come una squadra, a prescindere da chi sarà il candidato sindaco scelto. Ho trovato illuminanti le sue parole e ho sciolto ogni indugio e perplessità avuti in questi mesi di comunarie, di sotterfugi e scorrettezze, o semplici incoerenze. Non è per nulla semplice descrivere questo cammino che è diventato un campo minato, ma ritengo sia doveroso farlo".

“Da tempo - prosegue - mi sono interrogata sul fatto che a Palermo stesse prendendo piede un qualcosa più simile a un Partito 5 stelle, in netta contrapposizione allo storico Movimento 5 stelle che ho conosciuto e in cui mi riconosco. Questa sorta di forma partitica del 5 stelle tende a disgregare e a dividere chi ha sempre lavorato per le idee e non per la visibilità. Trovo che ci sia una grande incoerenza in coloro che vogliono rappresentare il Movimento 5 stelle senza conoscerne i principi e screditando chi c’è da sempre, chi c’è stato, e chi ne ha fatto la storia. Dovrei dunque condividere il più importante dei cammini insieme a persone che non conosco, che non si conoscono tra loro, che non ho mai visto nella maggior parte dei casi e delle quali non conosco nemmeno le idee per questa città? Tutto questo mi ha portato a più ampie riflessioni, non voglio deludere nessuno, ma sono certa che chi mi ha voluta in questo percorso, e chi ha poi confermato la fiducia nel volermi come possibile portavoce del Movimento a Palermo, comprenderà la non facile decisione di non proseguire in questa competizione”.




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