Facebook | Twitter | RSS | Scrivi alla redazione
domenica, 22 gennaio 2017

Pubblicato: 10/01/2017

Stop ai rapinatori 'codardi'

Operazione 'Cowards' a Catania. Picchiavano anziani e colpivano gioiellerie, case e ville: sgominata banda di 11 elementi. L'organizzazione era capillare, tra appostamenti e chiavi duplicate. TUTTI I NOMI E GLI EPISODI

CATANIA - La polizia di Catania ha sgominato una banda ritenuta responsabile di rapine a gioiellerie, in abitazioni e ville, commesse anche picchiando e immobilizzando persone anziane, oltre a furti in case e a rappresentanti di preziosi.

Su delega della locale Procura la squadra mobile, che svolto le indagini, ha eseguito un'ordinanza di misura cautelare nei confronti di undici persone indagate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapina, tentata rapina, furto e ricettazione.

Questi gli arrestati: Alessandro Bagli, pregiudicato di 51 anni; Danilo Di Mauro, pregiudicato di 24 anni; Giuseppe Nicolosi, 29 anni; Placido Privitera, 27 anni; Salvatore Sgroi, pregiudicato di 40 anni; Rosario Spampinato, pregiudicato di 51 anni; Giuseppe Zappalà, 22 anni; Ettore Roberto Virgata, 21 anni; Angelo Ziina, 24 anni; Graziella Rapisardi, 37 anni.

L'operazione "Cowards" ("Codardi") è scattata dopo una rapina commessa nel pomeriggio del 26 ottobre 2015 ai danni di una gioielleria in via Etnea. Due giovani a volto scoperto hanno puntato una pistola contro il titolare del negozio, minacciandolo di morte e impossessandosi di un panetto contenente bracciali in oro per un valore di 12 mila euro.

Poi sono scappati a piedi raggiungendo la vicina via Sant’Euplio e si sono allontanati a bordo di uno scooter, risultato rubato. Proprio la rilevazione della targa ha messo in moto una lunga serie di intercettazioni e di video-riprese.

E' stata così scoperta un’organizzazione criminale, guidata da Di Mauro, Nicolosi e Zappalà. Nicolosi, all’epoca agli arresti domiciliari, ideava i colpi, utilizzando la propria casa come quartier generale. Venivano individuati i bersagli e decisi gli appostamenti per comprendere le abitudini delle vittime e passare alla duplicazione delle chiavi di ingresso.

Diverse le rapine anche violente ai danni di anziani sorpresi all’interno delle proprie case, tra il febbraio e l’aprile del 2016. In particolare una a Catania la sera del 19 febbraio, quando i rapinatori, entrati dentro la casa di due fratelli nel centro della città, hanno colpito al volto uno dei due, immobilizzandolo con nastro isolante, mentre l’altro veniva costretto ad aprire la cassaforte dalla quale sono stati portati via gioielli e 7 mila euro.

Zappalà, approfittando dei lavori edili effettuati con il padre muratore, aveva duplicato le chiavi d’ingresso. 

Un'altra rapina è stata realizzata la sera del 20 aprile scorso ai danni di una coppia di anziani coniugi, utilizzando l’escamotage di staccare l’energia elettrica dell’abitazione, nella zona di Ognina-Picanello. La donna ha aperto la porta e i malviventi sono entrati, colpendo ripetutamente i due e procurando all'anziana la rottura della protesi dentaria e all’uomo un trauma cranico.

I banditi gli hanno anche puntato un coltello alla gola, minacciandolo di morte, per poi legare i due con un cavo telefonico a delle sedie. In questo modo hanno potuto appropriarsi di 1.500 euro e di anelli preziosi.

La banda è stata responsabile anche di una rapina il 29 novembre 2015 a Viagrande e di un tentativo ai danni di un anziano ex imprenditore edile, proprietario di una lussuosa villa a Catenanuova (EN); il colpo è stato sventato grazie all’intervento della polizia, che in quella circostanza ha poi fermato Zappalà e Di Mauro, appostati nei pressi della casa a bordo di un'auto rubata, all’interno della quale sono stati trovati arnesi da scasso.

Infine due furti compiuti ai danni di rappresentanti di preziosi: il primo a Canicattì (AG) l’1 dicembre 2015, quando è stata rubata una borsa contenente preziosi per un valore di 100.000 euro; il secondo a Catania il 10 dicembre 2015. In quest’ultima occasione la polizia ha arrestato Privitera e Spampinato, recuperando i borsoni trafugati con oggetti preziosi del valore di 50.000 euro.

Uno dei membri della banda è irreperibile perché già all’estero.






Per commentare l'articolo è necessario autenticarsi tramite un account Facebook, Twitter o Google. In alternativa, è possibile registrarsi su Disqus utilizzando un indirizzo di posta elettronica valido (solo per primo accesso è necessaria la verifica, basterà cliccare sul link che riceverete nella casella di posta indicata). Grazie per la collaborazione.
Importante: i commenti e i nickname non dovranno contenere espressioni volgari o scurrili, offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale, istigazioni alla violenza.
La redazione si riserva di cancellare commenti ritenuti non idonei.