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sabato, 23 settembre 2017

Pubblicato: 06/01/2017

"Cara Mineo, Castiglione si dimetta"

Appalti e voti di scambio. Lega e M5s: "Dall'inchiesta un quadro preoccupante". Il sottosegretario: "Ho sempre agito con rigore e trasparenza"

PALERMO - Nuova pioggia di polemiche sulle testimonianze agli atti dell'inchiesta sul Cara di Mineo pubblicate ieri e oggi dal quotidiano ''La Sicilia''. Lo scorso novembre avvisi di conclusione indagini sono stati emessi dalla Procura di Catania nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dell'appalto da 100 milioni di euro del Cara di Mineo, nata da un filone di 'Mafia Capitale'.

Tra i destinatari del provvedimento il sottosegretario all'Agricoltura ed esponente di spicco del Ncd in Sicilia, Giuseppe Castiglione. I reati contestati, a vario titolo, a una decina di indagati, tra i quali Luca Odevaine, sono corruzione, finalizzata anche ad acquisire vantaggi elettorali, e turbativa d'asta. 

Duro il commento del deputato di Noi con Salvini, Angelo Attaguile, segretario della Commissione nazionale Antimafia: ''Viene fuori un quadro preoccupante e desolante con i due prefetti di Catania, quello attuale e il predecessore, tirati in ballo e gli stessi lavoratori 'selezionati' al Cara che dichiarano, nei vari verbali d'interrogatorio, che hanno prima votato per il Pdl e poi, alle Europee, per l'Ncd di Alfano e Castiglione. Questi fatti gravissimi, a prescindere dalle eventuali condanne, pongono non solo una questione di legalità ma soprattutto d'immagine delle istituzioni. Alfano, Castiglione e i due prefetti chiamati in causa non possono rimanere nei loro ruoli un secondo di più''.  

"Quando abbiamo audito in commissione il procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera - aggiunge - ci ha descritto in modo particolare il voto di scambio attorno all'amministrazione del Cara di Mineo, portato avanti con atteggiamento mafioso. Se volevano lavorare al Cara dovevano avere la tessera di Ncd, le sedi delle coop erano le menti delle segreterie di partito. Si parla addirittura di un impiegato, assunto prima delle comunali di Mineo che hanno visto il sindaco Anna Aloisi di Ncd naturalmente, anch'ella indagata, venire licenziato 'per scarso rendimento elettorale".

Attaguile preannuncia che sulla questione legalità attorno al Cara di Mineo già martedì in Commissione nazionale Antimafia chiederà di approfondire i fatti riportati dalla stampa sentendo tutti coloro che stanno curando le indagini.

Non è più morbida la posizione del deputato all'Ars del M5s, Giancarlo Cancelleri: "Il ritratto di Castiglione che esce dai verbali di Odevaine sul mondo che ruota intorno al Cara di Mineo è a dir poco inquietante e sicuramente incompatibile con un personaggio di primo piano delle istituzioni: non sarebbe inopportuno un passo indietro dell'esponente Ncd, che, a nostro avviso, diventerebbe irrinunciabile nel caso di un suo eventuale rinvio a giudizio".

"Ovviamente - dice Cancelleri - è tutto da confermare in sede giudiziaria. Resta il fatto, però, che anche in questa fase, viste le pesantissime ipotesi di reato che lo riguardano e l'inquietante sottobosco di interessi in cui, secondo Odevaine, si sarebbe mosso Castiglione, la poltrona di sottosegretario all'Agricoltura ci sembra quantomeno incautamente affidata e da liberare al più presto".

"In questa vicenda sul Cara di Mineo ribadisco, con assoluta serenità, di avere agito con la massima trasparenza, rigore e linearità di comportamento - ha replicato il sottosegretario Castiglione -: se ci sarà, come viene anticipato dai giornali, una richiesta di rinvio a giudizio finalmente potrò trovarmi davanti a un giudice al quale spiegherò puntualmente il mio comportamento. E risponderò, punto per punto, a tutti i fatti che la procura eventualmente mi contesterà".

"Vorrei inoltre sapere dall'esponente del M5s Giancarlo Cancelleri - aggiunge - se il codice di comportamento del Movimento al quale appartiene appena approvato valga solo per lui e i suoi sodali. Io in quel caso chiederei sommessamente se è possibile per un deputato di area popolare accedere alle stesse regole".

"Poi al deputato di Noi con Salvini, Angelo Attaguile che - osserva - negli ultimi due anni si è impegnato molto su questa vicenda senza ottenere nulla trascurando la sua attività parlamentare, consiglierei di esser più prudente perché proprio da lui non accettiamo lezioni di moralità visto che ha conosciuto la gogna mediatica essendo stato prima condannato e poi assolto in una revisione di un processo".




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