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giovedì, 27 luglio 2017

"Senza risorse per la sicurezza in città"

Aggressione al Vittorio Emanuele. Il Siap di Catania contesta prefetto e questore: "Da gennaio destinati troppi uomini e mezzi per servizi non attinenti alla salvaguardia dei cittadini"

CATANIA - Durissima nota del Siap etneo, il sindacato di polizia, contro chi amministra e gestisce la pubblica sicurezza a Catania. "La sicurezza cittadina in mano al Prefetto? Un vertice per un piano coordinato di controllo degli ospedali? Ci chiediamo, ma è così difficile ammettere di aver commesso qualche errore, magari tornando indietro, in una città sempre più aggredita dalla delinquenza? Dopo le prime aggressioni negli ospedali è stato deciso di impiantare telefoni e telecamere e, in quel momento, il Siap criticò la decisione, poiché né telefoni né telecamere fermano l’arroganza dei delinquenti" commenta in una nota il segretario provinciale Tommaso Vendemmia.

"La questura, sempre più impegnata negli ormai sistematici sbarchi al porto, ha investito in questo fronte più risorse, privandole al sistema di controllo dei commissariati di quartiere che, oltretutto, dovrebbero assicurare la vigilanza dei presidi ospedalieri. Questi sono gli aspetti più evidenti".

Il Siap ha inviato una nota al ministero dell’Interno per contestare ed interrompere la decisione del Questore di Catania che a decorrere dal mese di gennaio, ha destinato risorse economiche, di uomini e di mezzi per servizi non attinenti la sicurezza dei cittadini. Infatti, con un provvedimento “inconsueto” circa 300 poliziotti saranno impiegati in turni di lavoro, per un totale di circa 8.000 ore al mese, solo per eseguire fotocopie di documentazione contabile.

"Un provvedimento che non ha precedenti e appare assolutamente illogico in una città che ha evidenti problemi di sicurezza, oltre al contesto in cui si opera di allarme terrorismo - conclude il Siap - Nessun rinforzo e nessuna misura di implementazione dei presidi cittadini ne di controllo del territorio ma solo una disposizione che impiega i poliziotti catanesi a fare “fotocopie”. Il sindacato critica aspramente questa decisione, sia per l’attività richiesta al personale di polizia, non impiegandolo per la sicurezza delle città e dei cittadini, funzione per cui è preparato e formato, sia per lo spreco di denaro pubblico per un servizio non utile alla sicurezza della collettività.

Nelle ultime ore anche il sottosegretario alla Salute Davide Faraone ha manifestato con una telefonata la sua solidarietà al medico aggredito, porgendogli i saluti del ministro Beatrice Lorenzin.

Secondo una nota della direzione generale dell'Azienda Policlinico-Vittorio Emanuele, aggiungendo che Faraone ha ringraziato il medico "per tutto quello che lui e i colleghi giornalmente fanno" e ha preannunciato una sua visita per incontrarlo insieme agli operatori del pronto soccorso e per visitare l'ospedale.

"Purtroppo, episodi come quello verificatosi a Capodanno - afferma la nota - accendono i riflettori su problematiche quali la sicurezza delle strutture sanitarie e soprattutto dei pronto soccorso, dove le situazioni in cui si opera e le condizioni psicologiche di chi vi accede e dei propri familiari possono costituire terreno fertile per atti di violenza". Il direttore generale Salvatore Cantaro dal canto suo ha espresso "gratitudine e plauso al personale che nonostante gli episodi di violenza che da mesi si susseguono al pronto soccorso continua con dedizione a prestare il proprio lavoro per garantire il normale svolgimento delle attività della struttura aziendale deputata all'emergenza e a rendere un importante servizio alla collettività".




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