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mercoledý, 22 novembre 2017

Isis rivendica l'attentato a Istanbul
Un palermitano Ŕ scampato alla strage

Assalto alla discoteca: 24 delle vittime sono straniere. Cinque italiani erano nel locale: si sono salvati buttandosi a terra

ISTANBUL - L'Isis ha rivendicato in un comunicato, tramite la sua agenzia di stampa Amaq, l'attentato al 'Reina' nightclub di Istanbul. 

La festa per il nuovo anno in Turchia si è trasformata in un incubo di terrore e morte, dopo un 2016 già funestato da numerosi attentati. Un uomo armato, presumibilmente da solo, ha fatto irruzione in un nightclub di un elegante quartiere di Istanbul, dopo la mezzanotte, ed ha compiuto una strage: almeno 39 morti e una settantina di feriti, soprattutto stranieri. Poi si è dato alla fuga.

L'inferno si è scatenato intorno all'1.30 locale (le 23.30 italiane) nello scintillante Reina, disco-club che si affaccia sulle rive del Bosforo, rinomato tra turisti e stranieri e frequentato da star e calciatori. Le immagini delle telecamere di sicurezza hanno immortalato un uomo vestito di nero e incappucciato con un fucile che ha ucciso un poliziotto ed una guardia all'ingresso e poi è entrato nel locale, sparando all'impazzata sui circa settecento presenti, alcuni dei quali si sono tuffati nelle acque gelide del Bosforo per salvarsi.

Al Reina c'era anche un gruppo di giovani italiani. Si sono salvati buttandosi a terra e schivando i colpi che il killer sparava a bruciapelo, riuscendo a cavarsela solo con qualche escoriazione. Si tratta di tre modenesi, un palermitano ed una ragazza bresciana, quest'ultima rimasta lievemente ferita al volto, in Turchia per lavoro e che ieri avevano deciso di trascorrere la notte di San Silvestro nel noto e affascinante locale sul Bosforo con le altre centinaia di persone presenti nel nightclub quando l'attentatore è entrato in azione. "E' accaduto tutto in un istante", hanno raccontato i tre modenesi alla televisione locale Trc-Telemodena: "Stavamo tutti festeggiando e mangiando a tavola quando sono esplosi i primi colpi ed è scattato il panico nel locale", dove i colpi arrivavano da tutte le parti. Nessuno di loro vuole fornire le proprie generalità, chiedendo l'anonimato. Ma le loro parole trasmettono tutto il terrore e la paura provato in quei momenti, tra la calca, per evitare di essere colpiti e riuscire ad aprirsi una via di fuga, verso la salvezza.

Si sono gettati a terra - raccontano - nella confusione e concitazione di attimi durati un'eternità sotto il rumore assordante di colpi: quell'uomo, armato di un kalashnikov, sparava all'impazzata sulla folla, a bruciapelo dalla scala della pista centrale della discoteca ma anche al piano superiore, dove si trova il ristorante giapponese. Si è creata una calca di persone che cercava disperatamente scampo, raccontano ancora, spiegando che è stato proprio in quel tafferuglio che si sono fatti male. Niente di grave per loro. Solo qualche escoriazione ed un ferita lieve sopra l'occhio per la ragazza bresciana. Ma tanta paura. Molti dei feriti - un settantina oltre al tragico bilancio di 39 morti - si sarebbero fatti male proprio a causa della calca, continua il racconto dei cinque sopravvissuti, secondo quanto rivelato a Trc-Telemodena.

La folle corsa del killer ha seminato panico e nella confusione l'uomo ha abbandonato l'arma ed è riuscito a fuggire, scatenando una gigantesca caccia all'uomo estesa a tutto il Paese, a cui partecipano almeno 17mila agenti. Le autorità turche hanno riferito che si tratta di un unico assalitore, di cui ha diffuso delle foto (un giovane con barba e capelli neri), ma non mancano i dubbi. Altre immagini mostrano un uomo con abiti bianchi e un berretto con il pon-pon, tanto che inizialmente si era pensato fosse vestito da Babbo Natale, forse per confondersi tra alcuni degli agenti di sicurezza di pattuglia nelle strade vestiti allo stesso modo. Tra l'altro, alcuni testimoni sopravvissuti alla strage hanno raccontato di aver sentito sparare da più di una persona.

Al momento, si contano almeno 39 morti, soprattutto stranieri: 7 sauditi, 3 iracheni, 3 giordani, 2 libanesi, una franco-tunisina ed il marito, 2 indiani, uno da Kuwait, Libia, Siria e Israele, un ventenne belga di origine turca ed un canadese-iracheno. Tra i feriti, una settantina, alcuni versano in gravi condizioni. Nelle ore successive all'attentato, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha tuonato contro coloro che "stanno cercando di creare caos e destabilizzare il Paese" ed ha assicurato che "manterremo il sangue freddo e resteremo più uniti che mai".

Unanime la condanna internazionale, dalla Casa Bianca alla Russia, all'Ue. Per l'Italia, il presidente Sergio Mattarella ha invocato "fermezza contro la barbarie terrorista" mentre il premier Paolo Gentiloni ha inviato un messaggio a Erdogan parlando di "vile e brutale attacco" e assicurando la solidarietà del governo italiano. "Purtroppo, la violenza ha colpito anche in questa notte di auguri e di speranza. Addolorato, sono vicino al popolo turco", ha detto papa Francesco all'Angelus.




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