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lunedì, 23 gennaio 2017

Ars salva i precari, ora tocca ai Comuni
Il M5s: "Legge a rischio impugnativa"

Via libera alla mini-finanziaria che prevede la proroga dei contratti da stabilizzare entro il 31 dicembre 2018. Crocetta: "Grande pagina di dignità". I grillini: "Innumerevoli profili di incostituzionalità". Le reazioni

PALERMO - Via libera dall'Assemblea regionale siciliana al disegno di legge sulla proroga dei precari degli Enti locali in Sicilia. Con 49 voti a favore, nessun voto contrario e 14 astenuti Sala d'Ercole ha approvato il testo, composto da sette articoli, che apre la strada al percorso di stabilizzazione di questo personale. La“mini-finanziaria” che prevede la proroga dei contratti dei precari che dovranno essere stabilizzati entro il 31 dicembre 2018.

Semaforo verde anche al contestato articolo 3 del disegno di legge che di fatto lascia aperta la possibilità per Regioni e Comuni di fare nuove assunzioni con contratti di lavoro flessibile se "tra il personale a tempo determinato o di lavoro subordinato non siano presenti figure professionali necessarie all'espletamento delle funzioni e dei servizi istituzionali".

"Ieri si è concluso in modo rapido un processo portato avanti da anni, che ha sancito uno scatto di dignità della Regione rispetto a una situazione che poteva degenerare in problemi non indifferenti: 20 mila persone si sarebbero trovate licenziate e senza una prospettiva" ha detto il governatore della Sicilia Rosario Crocetta, in conferenza stampa a Palazzo D'Orleans, a Palermo.

"I contenuti di questa legge sono quelli del processo di stabilizzazione. L'accordo col governo nazionale prevedeva che loro facevano la proroga e noi la stabilizzazione. Il dato storico è che abbiamo creato gli strumenti per stabilizzare i precari. Il senso di questa norma - ha detto - è che facciamo uscire questa platea dal precariato con la possibilità di stabilizzazione, senza spese aggiuntive per i comuni. La vecchia legge prevedeva che dopo 5 anni l'ente che stabilizzava dovesse sostenere i costi, con questa legge il lavoratore resta a carico dell'amministrazione regionale".

"La norma sui precari è un atto di responsabilità nei confronti di migliaia di lavoratori e di centinaia di amministrazioni locali" dicono il presidente del gruppo Pd Alice Anselmo e il vice presidente Giovanni Panepinto, per i quali "il governo e il parlamento hanno dimostrato attenzione e impegno. Quest'anno ? proseguono - abbiamo messo il tassello che mancava al percorso di stabilizzazione di un bacino, composto da diverse categorie, ormai indispensabile al funzionamento di enti e comuni, che comprende anche i lavoratori delle 'ex Province'".

Protestano i deputati del M5s che parlano di “una legge vuota, a forte rischio impugnativa, che mira solo a prendere tempo, nella speranza che dal parlamento nazionale arrivi la ciambella di salvataggio col Milleproroghe e che comunque non risolve assolutamente il problema del precariato".

Per il Movimento 5 Stelle all'Ars la legge sui precari licenziata dall'aula “che viene spacciata come la panacea di tutti i mali, ma in effetti è l'ennesima presa in giro per migliaia di lavoratori".

"E un testo – dicono i deputati 5stelle – che presenta innumerevoli profili di incostituzionalità, che assicura solo la continuità lavorativa, ma che non stabilizza assolutamente nessuno, come i partiti vogliono far credere per ovvie ragioni elettorali. Non abbiamo voluto votare contro per rispetto di tanta gente che guardava a sala d'Ercole con grandissime aspettative, ma non potevamo, però, avallare queste manovre da bassa e vecchia politica. Per questo ci siamo astenuti".

Critiche anche dall'ex grillino Antonio Venturino, vice presidente vicario dell'Ars. "Con l'approvazione dell'articolo 3 comma 3 del disegno di legge che riguarda la stabilizzazione del personale precario è andato in scena il nuovo inganno della politica siciliana nei confronti delle migliaia di precari della pubblica amministrazione. Su questo tema, rischiamo seriamente l'impugnativa da parte dello Stato che equivarrà a una sonora bocciatura a questa classe politica priva di alcun buon senso, ma alla continua ricerca del facile consenso".

"Se i primi due commi dell'articolo 3 sembrano individuare le basi di un percorso virtuoso di stabilizzazione possibile, così come avevo già proposto con due disegni di legge che giacciono ancora in commissione Lavoro - sottolinea Venturino - con l'approvazione del comma 3 si ribalta tutto l'impianto normativo, in barba alle disposizioni statali vigenti che limitano fortemente il ricorso a nuovi contratti flessibili nella pubblica amministrazione al limite di spesa fissato dallo Stato, e di conseguenza Regioni, Province Autonome, enti locali ed enti del Servizio Sanitario nazionale e la pubbliche amministrazioni in genere, non possono che adeguarsi".

"Con questa esperienza all'Ars ho imparato - aggiunge Venturino - la pericolosità delle parole 'fatte salve' con le quali è possibile stravolgere in una legge quanto sostenuto poche righe prima. Infatti, con il testo approvato, un qualsiasi sindaco potrà decidere di assumere chiunque con contratti flessibili".

Il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone aggiunge: "Abbiamo fatto solo il nostro dovere, ma ora ci aspettano due mesi molti impegnativi. La prossima sarà l'ultima legge finanziaria di questa legislatura e deve dare risposte alla categoria degli imprenditori e ai giovani. Abbiamo chiuso un capitolo, ma adesso si apre quello per certi versi più esaltante occorre dare un segnale positivo alle future generazioni, anche e soprattutto al mondo delle imprese, una categoria che non dialoga più con la politica, forse perché probabilmente agli occhi degli imprenditori siamo diventati autoreferenziali. Non deve passare il messaggio errato che in aula si discute solo di precariato e non si guardi alle prospettive che la nostra isola può avere".

"Quella dei precari - conclude - è una vicenda triste della politica siciliana. Occorre per questo essere chiari: quella approvata è solo una proroga e non una stabilizzazione. Per quest'ultima è stato avviato un percorso, che può essere definito solo d'intesa con il governo nazionale".

Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all'Ars punta il dito contro il governo. "Anche questa volta il governo Crocetta si è contraddistinto per non essere riuscito a dare una soluzione all'annoso problema dei precari della pubblica amministrazione siciliana, mettendo l'ennesima pezza laddove avrebbe dovuto attuare un piano di stabilizzazione vero di questi lavoratori, divenuti ormai in molti casi la nervatura principale dei nostri comuni. Ci troviamo infatti di fronte ad un'altra proroga, provvedimento che per di più potrebbe essere impugnato dal governo nazionale, e all'inopportuna esultanza della maggioranza, per un traguardo a tutti gli effetti non raggiunto. La realtà è solo una: la montagna ha partorito un topolino. Il governo regionale avvii subito una interlocuzione seria con quello nazionale per ottenere in Parlamento una norma che salvaguardi realmente questo personale a cominciare da quello degli enti locali in condizioni di dissesto".




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