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venerdý, 20 ottobre 2017

Caos all'Ars, salta il via libera al Def

In commissione Bilancio si presentano solo in 6, approvazione della finanziaria a rischio. Ardizzone bacchetta Crocetta: "Inammissibile ritardo della manovra"

PALERMO - "In occasione dell'ultima Conferenza dei capigruppo il governo ha assunto l'impegno formale di presentare entro la settimana oramai trascorsa i disegni di legge di bilancio e di stabilità dal contenuto essenziale e tecnico. Ad oggi 20 dicembre devo purtroppo constatare che gli stessi non sono ancora pervenuti in Assemblea".

E' un passaggio della missiva indirizzata al governatore Rosario Crocetta dal presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, che l'ha letta in aula. "Nell'esercizio del mio ruolo istituzionale mi sono sempre preoccupato di contemperare le esigenze di celerità spesso rappresentate dal governo con quelle di garantire il rispetto delle prerogative istituzionali delle Commissioni parlamentari e dell'Assemblea nella sua interezza - scrive Ardizzone -. Nel caso in specie a fronte della richiesta di un celere esame dei testi governativi devo riscontrare un inammissibile ritardo nella presentazione degli stessi, elemento questa che non si concilia con quella richiesta di assunzione di responsabilità che Lei stesso richiede".

E ancora: "Ritengo, pertanto, a questo punto assolutamente necessaria la presentazione, congiuntamente ai documenti finanziari, del disegno di legge di esercizio provvisorio proprio per evitare quella interruzione dell'attività amministrativa che porterebbe un grave nocumento alla società e all'economia siciliana, con particolare riferimento alla necessità di assicurare le risorse finanziare idonee a garantire la proroga dei precari".

Ardizzone ricorda che "in diverse dichiarazioni rese alla stampa" Crocetta "ha ritenuto di richiamare questa Assemblea al senso di responsabilità così da consentire l'approvazione dei disegni di legge di bilancio e di stabilità entro il 31 dicembre".

"Come lei sa e ha avuto modo di apprezzare da ultimo in occasione dell'esame del disegno di legge di assestamento - scrive Ardizzone nella lettera al governatore -, questa Presidenza si è sempre assunta l'onere, spesso gravoso, di garantire l'approvazione di disegni di legge importanti per la Regione entro tempi rapidi. Il tutto però nel rispetto del regolamento e del ruolo dell'Assemblea nelle sue diverse articolazioni".

"Un onere che questa Presidenza non può assumersi è quello relativo alla presentazione dei disegni di legge di bilancio e di stabilità - prosegue Ardizzone - onere che, per espressa previsione costituzionale, grava sul governo. Al riguardo i tempi di presentazione dei predetti disegni di legge sono scanditi in modo puntuale dalla normativa vigente (d.lgs 118/2011, all. 41/1 paragrafi 4.1 e 9.2), e sono abbondantemente trascorsi; allo stesso modo anche la presentazione del Defr è avvenuta con notevole ritardo rispetto ai termini previsti".

"Nella maggioranza che sostiene Crocetta ormai è evidente lo sbando. Poco fa in commissione Bilancio abbiamo registrato tantissime assenze al punto che è saltata l'approvazione del Documento economico finanziario (Def). In pratica senza il varo di questo atto importante e propedeutico non si potrà procedere all'iter di esame del bilancio e della finanziaria. In commissione eravamo presenti in sei. Con me c'erano solo i colleghi Cimino, Cancelleri, Di Pasquale, Anselmo e Lupo", ha affermato il capogruppo del Psi all'Ars, Giovanni Di Giacinto.

"Ormai sentire le parole di Crocetta è come seguire le avventure di pinocchio. Non si era mai visto un presidente della Regione fallace che ancora ieri annunciava l'approvazione di bilancio e finanziaria di cui ancora non c'è traccia all'Ars. Ormai il governatore rasenta il ridicolo", ha commentato Vincenzo Figuccia, vice capogruppo di Forza Italia all'Ars.

"Ma trovo gravissimo che sui precari degli enti locali il governo continui con le prese in giro, così come fa per i forestali, gli sportellisti e i lavoratori della formazione - aggiunge - Finita la fase delle promesse facili, vissuta durante la campagna elettorale per il referendum poi bocciato, Crocetta e la sua maggioranza hanno gettato la maschera svelandosi come affamatori della Sicilia".




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