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lunedì, 27 marzo 2017

"Sicilia ai siciliani, itivinni in Padania"

Salvini a Palermo. Contestazione in cattedrale di un centinaio di giovani respinti dalle forze dell'ordine. Il leader della Lega: "Voglio unire Nord e Sud"

PALERMO - Mentre il leader della Lega Matteo Salvini atterrava all'aeroporto di Palermo, con uno striscione dall'esplicito messaggio "La Sicilia ai siciliani - Itivinni in Padania" un centinaio di giovani palermitani ha "assediato" la cattedrale per contestare il leader della Lega nord e leader del Movimento Noi con Salvini giunto in visita in città insieme al segretario nazionale del movimento Angelo Attaguile. 

Momenti di tensione all'interno della cattedrale. Polizia e carabinieri hanno fatto un cordone costringendo i contestatori a indietreggiare fino all'uscita dalla cattedrale. "Vergogna... vergogna. I politici li fate entrare e a noi ci cacciate, siamo cittadini", hanno urlato i manifestanti mentre venivano respinti.

Salvini ha fatto colazione con un cannolo siciliano, farcito di ricotta, in un bar assieme ad Alessandro Pagano, il deputato che lo sta accompagnando nel suo giro, prima nella stele in ricordo di Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta vittime nella strage di Capaci, poi in Cattedrale a Palermo, quindi nel Santuario di Santa Rosalia sul monte Pellegrino e nel pomeriggio in un hotel della città, infine una festa natalizia.

Salvini partirà domani mattina per Milano, con sé porterà un kg di cannoli. Pagano gli aveva proposto di portarne un paio di chili, ma Salvini divertito ha risposto: "Ma che un paio di Kg? Siamo pochi in famiglia".

"Sono in Sicilia per testimoniare che la nostra battaglia è per unire Nord e Sud, oggi sono a Palermo e domani a Milano. C'è bisogno di elezioni subito, c'è voglia di partecipare, i nostri giovani hanno il diritto di vivere in Italia, in Sicilia come a Milano senza scappare all'estero per andare a lavorare", ha detto Salvini davanti alla stele di Capaci, lungo l'autostrada per Palermo, dove s'è fermato per deporre una corona di fiori in ricordo delle vittime della strage mafiosa.




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