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mercoledý, 26 aprile 2017

Pubblicato: 15/12/2016

Giovane mamma schiava a Lentini

La donna colombiana costretta a chiedere l'elemosina con il suo bambino e a vivere in condizioni di degrado. Il compagno voleva farla prostituire. In manette due romeni

LENTINI (SIRACUSA) - La polizia ha liberato una giovane mamma colombiana ed ha arrestato i romeni L.C. di 21 anni e D.M. di 36 anni per riduzione in schiavitù e furto aggravato di energia elettrica. La squadra mobile di Ragusa è stata informata da un centro antiviolenza ibleo che il numero verde nazionale dedicato alle donne vittime di reato aveva ricevuto una richiesta d’aiuto da New York dai familiari di una giovane mamma colombiana rintracciata a Lentini.

La vittima era costretta a chiedere l’elemosina insieme al figlio in tenerissima età e con qualsiasi condizione climatica. La donna poi, era costretta a dare tutto il ricavato di ogni giornata di accattonaggio senza poter tenere per se alcuna somma di denaro. Il suo aguzzino ha tentato inoltre di avviarla alla prostituzione ma la donna cercava sempre scuse perché in compagnia del piccolo fino a quando si è confidata con la madre e la sorella dimoranti a New York. La vita per la vittima era un inferno, costretta a stare con lui, anche sessualmente, perché non poteva andare via senza documenti, non poteva tornare nel proprio paese e temeva anche di essere considerata clandestina pertanto non aveva mai chiesto aiuto alla Polizia di Stato.

La donna ha più volte sottolineato di essere diventata una “cosa” di “proprietà” del padre di suo figlio e del suo amico. Nonostante la giovane età di L.C., questi ha tenuto un comportamento violento al di fuori di ogni immaginazione. La donna veniva quotidianamente vessata e ridotta in uno stato psicologico tale da non permetterle alcuna via d’uscita. Era costretta a vivere in una casa fatiscente ad a lei era riservata la parte più sporca e fredda. La stessa vittima ha ammesso che se non fosse stata aiutata dalla Polizia a liberarsi di questa schiavitù probabilmente non ne sarebbe uscita mai. Dopo che la vittima è stata accudita e messa in una condizione di sicurezza, ha potuto chiamare i parenti in America per rincuorarli e ringraziarli di averla salvata facendo quella telefonata al centro antiviolenza.




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