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lunedì, 27 febbraio 2017

Maggioranza blindata in Camera e Senato, entra anche Ala


ROMA - Quando, con buona probabilità mercoledì, il premier incaricato Paolo Gentiloni si recherà a Palazzo Madama per la fiducia, avrà ben poco da temere, forte di una maggioranza dove, da oggi, è di fatto certificato l'ingresso del gruppo Ala-Sc. Gruppo da 18 senatori che, assieme ai 28 di Ncd, resta, anche per il governo post-Renzi, decisivo a Palazzo Madama facendo da contraltare anche ad eventuali - al momento difficilmente ipotizzabili - voti contrari della minoranza Dem. Più facili, invece, i calcoli a Montecitorio, dove il governo Renzi aveva una maggioranza a prova di bomba e, quello Gentiloni, avrà numeri pressoché uguali. Con una novità, anche qui legata a Denis Verdini: la nascita del gruppo Ala-Sc per al costituente liberale e popolare. Il solco, in entrambe le Camere, resta comunque quello della maggioranza Renzi.

Al Senato Gentiloni potrà contare su oltre 190 voti su 320. Il gruppo Dem conta infatti su 113 senatori (da cui escludere il presidente Pietro Grasso) ai quali vanno aggiunti i 28 di Ncd (Ap si è sciolto la settimana scorsa con l'uscita del senatore Udc Antonio De Poli), i 18 del gruppo Ala-SC, i 19 del gruppo per le Autonomie e almeno la metà del Misto dove nutrita è la pattuglia di parlamentari filo-governativi: dalle tre senatrici tosiane ai due componenti dell'Idv fino alla coppia Bondi-Repetti. Sicuro, nonostante i malumori registrati anche oggi, il sì degli oltre venti senatori della minoranza Dem. Più ampio, certamente, il margine alla Camera dove la maggioranza di governo conta su oltre 380 deputati: 301 del Pd, 26 di Ncd (che ha perso i 4 deputati Udc), 16 di Ala-Sc, 17 Civici e Innovatori e 13 del gruppo Democrazia Solidale.

A questi vanno aggiunte diverse componenti del gruppo Misto guidato da Pino Pisicchio: dai 3 deputati tosiani alle Minoranze linguistiche, dal Movimento Ppa-Moderati (3 deputati) ai tre membri del Psi. Senza contare l'ok alla fiducia che dovrebbe provenire da almeno la metà dei 12 deputati del Misto non iscritti ad alcuna componenti. Probabile, quindi che la fiducia al governo Gentiloni tocchi quota 390 sì (su 630 deputati).




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