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martedì, 22 agosto 2017

"Non sono mai stato tra i falchi del Sì"

Crocetta respinge la richiesta di dimissioni da parte dell'opposizione: "Non vengo scalfito dall'esito del referendum"

PALERMO - Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, non ci sta e rispedisce al mittente gli inviti alle dimissioni che arrivano dal fronte delle opposizioni, da Forza Italia ai 5stelle.

"Dimettermi? Chi lo chiede strumentalizza il voto. Credo che in Italia se c'è qualcuno che non viene scalfito dall'esito del referendum sia proprio io. Io non ho mai attaccato il fronte del 'No', sono stato leale nei confronti del segretario del mio partito ma non penso di essere stato tra i falchi del Sì".

"Cambi nel governo dopo l'esito referendario? Incontrerò il segretario del Pd Fausto Raciti per discuterne con lui, con molta serenità - aggiunge Crocetta -. Se si fossero fatte riflessioni a monte oggi avrei agito nei confronti di qualcuno che non ha capito che il mio governo deve agire con insistenza sulle fasce più deboli. Non abbiamo bisogno di scontri nel Pd, nel governo, all'interno della coalizione e neppure all'esterno. Servono invece coesione e confronto".

"Il mio governo è stato più pluralista rispetto ad altri, nella giunta regionale c'è un assessore che ha difeso il 'no' al referendum e io l'ho tutelato e sostenuto. Nessuno mi può attribuire un comportamento fazioso", dice ancora il governatore riferendosi all'assessore alla Formazione, Bruno Marziano (Pd).

"Io rispetto sempre tutti, non cerco vendette con i renziani di Sicilia, anche se ci sono stati problemi. In questo momento non mi faccio prendere la mano". Sono tre gli esponenti di area renziana nel governo Crocetta: Alessandro Baccei all'Economia, Baldo Gucciardi alla Sanità e Vania Contraffatto all'Energia.

Per il governatore la vittoria schiacciante del 'no' in Sicilia non produrrà contraccolpi al suo governo, sostenuto dalla coalizione che ha fatto la campagna elettorale per il Sì. "Paradossalmente - sostiene il governatore - il mio governo sarebbe stato messo in discussione da pezzi della maggioranza se avesse vinto il Sì. Penso a cosa avrebbero urlato i renziani di Sicilia".




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